Sembra Amleto al Teatro Lo Spazio

Al Teatro Lo Spazio Sembra Amleto. Un’imperfetta ricostruzione del dramma Shakespeariano che corre su un filo immaginario, sospeso tra realtà e finzione, vita e morte, attore e personaggio

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“Tutto questo «sembra», perché questo è recitabile. È la veste, o la scena, del dolore. Quello che è in me va oltre lo spettacolo.” Amleto [Atto I, scena II]

Al Teatro Lo Spazio sarà in scena il 5 e 6 aprile Sembra Amleto, spettacolo scritto e interpretato da Francesco Zaccaro, con la regia di Ivano Picciallo.

Sembra Amleto è un’imperfetta ricostruzione del dramma

Un’imperfetta ricostruzione del dramma Shakespeariano che corre su un filo immaginario, sospeso tra realtà e finzione, vita e morte, attore e personaggio.

Una sedia; una tomba; una montagnola di terra. Un testo dove tutto sta scritto: l’Amleto. Un’imperfetta ricostruzione del dramma Shakespeariano è necessaria perché l’attore arrivi a concludere il gioco, ‘togliersi il naso rosso’, a morire.

Il personaggio muore, non l’uomo, che ha ancora qualcosa da dire alla madre defunta. È a lei, sulla sua tomba, che vomiterà addosso parole segrete, logorate dal buio, insudiciate dai troppi silenzi.

Le note di Ivano Piacciallo, regista di Sembra Amleto

Lo spettacolo corre su un filo immaginario, sospeso tra realtà e finzione, vita e morte, attore e personaggio.

A cosa può portare un’opera scritta? Cosa può aprire? A quali e quante funzioni può assolvere? Sono righe da rappresentare? Parole da assimilare?

Sicuramente sono pagine che, deciso di intraprendere il viaggio, concedono al fruitore una trasformazione. Ed è così che l’attore, in scena, mastica il dramma con toni farseschi, delinea personaggi grotteschi e, improvvisando delle evoluzioni, li seppellisce, finendo per seppellire anche se stesso, ovvero il personaggio di Amleto.

Ma una volta chiusa l’opera, terminato il percorso drammaturgico, è qui che si fa spazio la tragedia, davanti a cui Shakespeare non concede scampo né prove di furbizia. Parte il vomito: l’attore, svuotato del personaggio, sfoga tutto quello che ha tenuto dentro, sfondando nel complesso contemporaneo, ma curandosi di mantenere intatto il tessuto verbale dell’opera, la sua universalità, facendo attenzione a non aprire un immaginario quotidiano.

Amleto, per catarsi, in un finale amaro, “sembra” così concedere all’attore la sua espiazione. Ma, non sarà altro che, ancora, rappresentazione.

Il filo non è ciò che si immagina. Non è l’universo della leggerezza, dello spazio, del sorriso. È un mestiere. Sobrio, rude, scoraggiante.” [Philippe Petit]

Teatro Lo Spazio

Via Locri, 42/44 – Roma

Orario spettacolo

sabato 05 aprile ore 18:00

domenica 06 aprile ore 17:00

Prezzo biglietto

Intero € 15,00 euro – ridotto € 12,00

(bar aperto per aperitivo dalle 20.30)

Info

06 77076486 – +39 339 7759351

info@teatrolospazio.it

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