Dopo il primo Gran Premio di Formula 1, le Ferrari erano chiamate a rispondere alle tante critiche piovute dopo delle prestazioni deludenti. E così, nelle qualifiche per la sprint race del Gran Premio di Cina, è Lewis Hamilton a battere un importantissimo colpo e conquista una prima storica pole position in rosso. Dietro di lui il rivale di sempre, Max Verstappen, mentre l’altra Ferrari di Leclerc si piazza 4°.
Formula 1, ottimi segnali già nella prima sessione
Lewis Hamilton, a dire il vero, aveva fatto intuire un’importante crescita della Ferrari già nella prima sessione. Infatti, l’inglese, per la prima volta, ha chiuso con il miglior tempo sopravanzando piloti del calibro di Norris e Leclerc, mentre Verstappen ha chiuso in affanno.
Leggi Anche
Oltre al neo pilota della Ferrari, da segnalare le ottime prove, nel Q1, di Hadjar che chiude 9°, mentre subito dietro si trova Bearman 10°. Ottimo 15° posto per Bortoleto su Kick Sauber. Malissimo Doohan e Gasly che sono già fuori, mentre pesante sessione per Liam Lawson che chiude addirittura ultimo a 8 decimi da Verstappen.
Nella Q2 fuori a sorpresa Fernando Alonso
La seconda sessione di queste qualifiche della prima sprint race di Formula 1 ha visto consolidare alcune posizioni. Norris, Russell, Piastri ed Hamilton continuano a dominare incontrastati e si posizionano nelle prime 4 posizioni.
Da registrare l’ottima prestazione di Alexander Albon che è riuscito a soffiare, per pochissimi decimi, la top 10 a Fernando Alonso che è fuori. Con il pilota di Aston Martin finiscono fuori anche Hadjar, Bortoleto, Sainz e Bearman.
Una terza sessione da record
La terza sessione di queste qualifiche vedono infrangersi diversi record. Piastri è velocissimo e abbatte il record della pista provvisorio, come così avevano fatto Norris ed Hamilton nelle sessioni precedenti.
Quando tutto sembrava andare a favore delle McLaren, ecco che arriva il ritorno di Lewis Hamilton che batte il tempo del pilota australiano per 80 millesimi e conquista la sua prima pole position con la Ferrari in Formula 1.
© Riproduzione riservata