Mancano ormai 8 giornate alla fine della Serie A. Con l’Atalanta che si è ritirata dalla lotta per lo Scudetto, rimangono solo Inter e Napoli le candidate, nonché le vincitrici delle ultime due edizioni.
L’Inter si gioca la Serie A, ma con la testa in Champions
La squadre di Simone Inzaghi parte con un vantaggio di +3 su Conte e i suoi, ma da qui in avanti avrà anche un calendario più fitto e complicato dei rivali. Oggi i neroazzurri vanno a Parma con qualche assenza importante, su tutte quella di Barella squalificato, ma la panchina lunga fornirà diverse opzioni a Inzaghi.
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Mercoledì sera c’è stato il derby in Coppa Italia (1-1) e martedì prossimo ci sarà l’andata dei quarti di finale di Champions a Monaco contro il Bayern, perciò quella di oggi al Tardini è una partita che presenta parecchie insidie per i nerazzurri.
È indubbio che la mente dei giocatori sia proiettata già alla sfida europea, ma il Napoli è troppo vicino per permettere all’Inter di presentarsi in Serie A con altri pensieri in testa. Anche perché c’è ancora una buona fetta di campionato da giocare e alcune partite contro le big che si trovano in lotta per la zona Champions.
Conte vuole l’aggancio
Per il Napoli lunedì c’è il Bologna, galvanizzato dal 3-0 contro l’Empoli in semifinale d’andata di Coppa Italia e dalle 5 vittorie consecutive in Serie A. Pochi i dubbi di formazione per Antonio Conte, con McTominay che molto probabilmente tornerà in campo dal primo minuto dopo la febbre della settimana scorsa.
Il Napoli lunedì non può sbagliare per non concedere la mini-fuga all’Inter. A maggior ragione se si da un’occhiata al calendario di Serie A dalla 32esima giornata fino a fine stagione. Troppo ghiotta l’occasione per lasciarsela sfuggire all’ultimo grande ostacolo.
Una città che vuole tornare a sognare
Nelle ultime sette di Serie A i partenopei si troveranno di fronte solo squadre che occupano la metà di destra della classifica. Sul finale è d’obbligo per il Napoli recuperare i punti persi per strada da febbraio fino a oggi.
Il Napoli si trova a rigiocarsi lo Scudetto dopo un anno “sabbatico”. Antonio Conte si sta rivelando il condottiero che serviva per risollevare piazza e giocatori dopo l’addio di Spalletti, riuscendo nell’impresa di far competere per l’obiettivo massimo una formazione alla quale sono stati tolti in meno di un anno Osimhen e Kvaratskhelia.
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