Ursula Von der Leyen ha delimitato un quadro piuttosto sfaccettato della situazione geopolitica attuale, attraversando, in un’intervista al Corriere della Sera, tre degli argomenti cruciale dell’attualità europea. Dal piano Readiness 2030, l’ex ReArm Europe, passando per i rapporti tra Europa e Usa, fino a toccare nello specifico i piani di sostegno europeo a Kiev. L’Ue sembra avere le idee chiare, anche se nello specifico ancora non riesce a trovare una voce unica per esprimersi, indebolita dalla presenza di 27 Paesi che spesso non riescono a trovare un accordo soddisfacente.
Così, anche nel voto per il sostegno all’Ucraina, l’Ue non raggiunge l’unanimità, a causa della decisione dell’Ungheria di non votare a favore delle risoluzione. Una questione che però non preoccupa affatto la Presidente della Commissione Ue, che ricorda come in questi tre anni “la stragrande maggioranza dei 27 Stati membri ha sempre sostenuto Kiev“, aggiungendo che i veti dell’Ungheria non sono mai riusciti a bloccare le decisioni. Eppure, proprio questa contrarietà sembra essere il sintomo delle difficoltà che la comunità europea potrebbe incontrare.
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Von der Leyen, però, ha voluto ricordare come ad oggi il 74% degli europei riconosce l’appartenenza all’Ue come un beneficio, dimostrando che la comunità non sta affrontando alcun tipo di crisi. Gli strappi di alcuni leader dei Paesi membri, quindi, andrebbero contestualizzati e non etichettati come il primo cenno di una frattura che potrebbe rivelarsi catastrofica. Sulla posizione del premier, Meloni, da sempre molto vicina al presidente Usa, Donald Trump, Von der Leyen ha sostenuto che si tratti di un aspetto “positivo per l’Ue” perché “più legami ci sono tra le due sponde dell’Atlantico e meglio è“.
Von der Leyen: “Gli Stati Uniti rimangono nostri partner”
Discutendo proprio del ruolo degli Usa dall’inizio dell’amministrazione Trump, la presidente della Commissione Ue ha voluto evitare ogni tipo di frase che avrebbe potuto creare un incidente diplomatico. Così, anche in un periodo piuttosto teso, Von der Leyen conferma che gli Usa sono “nostri partner e alleati da 75 anni e sono convinta che questa relazione terrà“.
Un segnale di apertura e avvicinamento anche in relazione al complesso tema dei dazi. “Credo in un dialogo costruttivo e lavoro duramente per questo“, ha sostenuto, chiarendo comunque che l’Ue continuerà a salvaguardare i propri interessi. “Diversificare i nostri mercati è altrettanto importante che rafforzare la nostra competitività“, ha spiegato la presidente. L’obiettivo dell’Europa, quindi, rimane quello di ricercare una soluzione negoziata che possa garantire ai produttori del continente di non essere svantaggiati.
Von der Leyen: “L’Europa resterà un progetto di pace”
Giungendo poi all’argomento cardine dell’intervista, Von der Leyen ha ribadito gli auspici di pace che sono perseguiti dall’Ue, in quanto “nata e sempre rimasta un progetto di pace“. Il piano Readiness 2030, quindi, si inserisce in una volontà di agire prevenendo i possibili pericoli del futuro. “Si tratta di creare resilienza“, ha spiegato la leader europea, spiegando che anche l’Italia trarrà grandi benefici dal programma, in quanto si tratta di un massiccio piano di investimenti “in innovazione, in ricerca e sviluppo“.
Sulla possibilità di creare una difesa europea, Von der Leyen ha dichiarato di essere favorevole, ricordando come il programma Safe vada proprio in questa direzione. Al momento, però, l’obiettivo è il riarmo dei singoli Paesi, sulle cui modalità di attuazione ancora si riflette. Dopo aver ricordato l’imponente sforzo per mettere sul tavolo 800 miliardi di euro per la difesa, Von der Leyen ha chiarito che l’Ue sta prendendo in considerazione ogni possibilità, compresa la creazione di nuovo debito comune.
“So che l’Italia sarà sempre un partner forte per difendere la pace“, ha poi continuato la presidente della Commissione Ue, ricordando come l’Unione europea sia nata proprio per dare sostegno a progetti comuni e per sostenere un’idea di pace e collaborazione mai vista prima. “L’Italia è un forte sostenitore dell’idea europea, quindi so che difenderà sempre l’approccio comune alle sfide“, ha concluso, ricordando l’importanza del dialogo e del confronto, che eviti aperture a conflitti irrecuperabili.
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