Riarmo, le opposizioni trovano l’intesa nella mozione del M5S

4 Min di lettura

Nel cortile alla Camera, un lungo momento di riflessione ha riunito le idee della Segretaria del Pd, Elly Schlein, dei leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, a cui ha preso parte anche il Segretario di +Europa, Riccardo Magi. Dopo aver seguito la seduta per la sfiducia al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, i fantastici quattro si sono aggregati per un confronto sia sulla questione della Riforma giustizia, sollevata in aula dal Guardasigilli che si è espresso pronunciando categorici “non vacilleremo e non esiteremo” e “la riforma andrà avanti“.

Sia, sulla diatriba delle divisioni in politica estera dell’esecutivo, proprio mentre era in corso a Palazzo Chigi, il vertice con il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e il Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

In tutto questo, una questione ha però prevalso sulle altre, ovvero lo spinoso tema della difesa che è inevitabilmente sfociato in quello del Riarmo europeo, casus belli in maggioranza di Governo. Ma, non è giunto nessun accenno o commento in riferimento alla manifestazione dei pentastellati del prossimo 5 aprile. Un comportamento che non desta sospetto visto che proprio i 5 stelle avevano precedentemente boicottato Una Piazza per l’Europa, dello scorso 15 marzo. Tuttavia, la manifestazione pentastellata sarebbe stata evocata nel confronto con i leader per segnalare la necessità, superata la piazza del Movimento, di dare concretezza all’azione delle opposizioni con iniziative comuni. Insomma, per quagliare un’alternativa considerando quanto messo in tavola in Transatlantico tra sanità e scuola.

Riarmo, la mozione del M5S

Quindi, percependo che non mancano le consonanze tra difesa comune europee e critiche al riarmo dei singoli Stati, la mossa attuata dal Movimento 5 Stelle potrebbe aver attirato l’attenzione dei quattro in ricreazione. Si tratta della mozione depositata sia alla Camera che in Senato, in merito al piano di riarmo firmato da Giorgia Meloni e proposto da Ursula von der Leyen. Il tutto affinché “il Parlamento si esprima“, una volta per tutte dando una linea chiara e definita da chiarire. Il leader pentastellato, Giuseppe Conte, si sofferma sull’impossibilità di intraprendere un iter incentrato su “un’economia di guerra senza neppure il voto dei cittadini“, quindi a maggior ragione si chiederebbe un dibattito pubblico.

La mozione, firmata anche dal capigruppo al Senato del Movimento, Stefano Patuelli e alla Camera, Riccardo Ricciardi, è stata depositata affinché l’attenzione venga posta sulle difficoltà che cittadini e aziende italiane dovranno affrontare con l’entrata in vigore dei dazi del Presidente statunitense, Donald Trump. La piazza del 5 aprile sarà quindi l’occasione concreta per poter “dire no a questo piano di riarmo“. “Vogliamo un’Europa sociale – batte i pugni l’ex premier pentastellato – un’Europa contro il carovita, contro il caro-bolletta, per tutelare famiglie e imprese“.

Riamo, l’intesa vincente

E così, la mossa 5 stelle ha prodotto i suoi frutti. Infatti, proprio i leader di Avs, Bonelli e Fratoianni hanno affermato di “accogliere positivamente la mozione” rimarcando che anche il loro partito depositerà un testo. La spiegazione è presto data: i due presidenti hanno trovato il punto di contatto con Conte proprio su quella che ritengono essere “una follia“, ovvero l’aumento delle spese nazionali in Europa di 800 miliardi da utilizzare per gli armamenti.

Una follia perché, come spiegato dai Bonelli e Fratoianni, significa sottrarre risorse decisive alla spesa sociale, alle politiche industriali della transizione ecologica, all’ecologia e alla ricerca scientifica. Oltre, come ribadito, non producerebbe alcun passo in avanti sulla difesa comune. Non sarà mica merito della mozione pentastellata se le opposizioni convoleranno finalmente a nozze?

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo