Parigi, Meloni non cede: “Nessuna forza militare italiana in Ucraina”

Secondo quanto riferito da una nota emessa da Palazzo Chigi post vertice parigino, Giorgia Meloni avrebbe chiesto la partecipazione di una delegazione americana al prossimo summit di coordinamento e conferma che non si prevede la presenza di militari italiani sul territorio ucraino

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Nel cortile del Palazzo dell’Eliseo hanno sfilato questa mattina i 31 leader dei Paesi che hanno partecipato alla cosiddetta coalizione dei volenterosi per l’Ucraina, fortemente voluta dal Presidente francese Emmanuel Macron e dal britannico Keir Starmer. A prendere parte al summit anche il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che si è presentata a Parigi con una posizione unitaria e compatta del governo italiano.

E così, la premier ha accantonato i distinguo tra Lega, Forza Italia a Fratelli d’Italia scaturiti principalmente dal categorico “no” al piano di Riamo Ue del Presidente del Carroccio, Matteo Salvini, oltre agli affondi su Macron e la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e lodi tessute per Donald Trump.

Meloni ribadisce un “contesto euroatlantico”

In attesa di dichiarazioni della premier post vertice parigino, Palazzo Chigi ha riferito che l’incontro ha permesso di ribadire l’impegno dei partner europei e occidentali per una pace giusta e duratura, che necessita del continuo sostegno all’Ucraina e di garanzie di sicurezza solide e credibili. Questioni che Meloni ha riaffermato debbano trovare fondamento nel “contesto euroatlantico“.

Un percorso che deve essere intrapreso insieme ai partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti, anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato di Washington. Quindi, nessuna accelerazione dell’Europa e condivisione con gli Stati Uniti delle prossime mosse, auspicando il coinvolgimento di una delegazione americana al prossimo incontro di coordinamento. Ipotesi che il leader francese ha colto per sollevare l’opportunità di un “approfondimento tecnico, favorevolmente accolto dal Presidente del Consiglio.

La linea italiana sembra così aver preso concretezza in base alle priorità sostenute in questo ultimo mese. Resta difatti anche la decisione della Presidente del Consiglio di non prevedere “alcuna partecipazione nazionale a una eventuale forza militare sul terreno” ucraino, mentre il Governo sostiene il coinvolgimento delle Nazioni Unite per attuare e garantire un futuro cessate il fuoco. Un scelta che invia un segnale chiaro e deciso anche allo stesso Macron, in relazione alla posizione dell’Italia schierata fin dall’inizio contro l’attivismo francese e britannico che al contrario puntano ad avere le redini di una eventuale missione di interposizione nelle proprie mani. Un punto su cui Roma non vuole cedere.

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