Nordio: “Alcune etnie hanno sensibilità diversa sulle donne”. Braga (Pd) polemizza: “E’ razzismo strisciante”

Scatta la polemica contro le parole del Guardasigilli in merito ai violenti femminicidi che si sono consumati in questi due giorni. Oltre ad aver suscitato l'indignazione del Partito Democratico, le dichiarazioni di Nordio hanno trovato anche la reazione del Presidente di D.i.Re: "Commento inutile"

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E’ illusorio che l’intervento penale, che già esiste e deve essere mantenuto per affermare l’autorità dello Stato, possa risolvere la situazione“. Così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha commentato gli ultimi violenti episodi di femminicidio che si sono consumati a Messina e Roma.

Nordio: “E’ questione di educazione”

Il Guardasigilli nel corso del convegno “Giustizia tra riforme e prospettive” organizzato dalla Camera penale di Salerno, ha spiegato come “purtroppo il legislatore e la magistratura possono arrivare entro certi limiti a reprimere questi fatti“, sostenendo che “si radicano probabilmente nell’assoluta mancanza non solo di educazione civica ma anche di rispetto verso le persone“.

Secondo Nordio i contesti di questo genere vedrebbero però un aggravarsi, ovvero che nel caso in cui si tratterebbe di imputati e presumibili autori di femminicidi di “etnie diverse” che presume abbiano culture differenti da quella italiana, allora questi non avrebbero “la nostra sensibilità verso le donne“. Un considerazione che nasce dal fatto di cronaca nera consumatosi nella provincia di Roma e che ha visto il presunto carnefice avere origini filippine.

Il ministro però assicura che è stato fatto il possibile da parte del governo “sia come attività preventiva per incentivare il codice rosso e accelerare i termini sia nell’aspetto repressivo“, ricordando anche l’introduzione del reato di femminicidio che anzi, “ci è costata anche qualche critica”. Per Nordio “è questione di educazione” e serve “un’attività a 360 gradi, educativa soprattutto nell’ambito delle famiglie dove si forma il software del bambino“.

Pd: “I femminicidi non si fermano con il razzismo”

Le dichiarazioni del Guardasigilli sono state colte con una certa contraddittorietà del Partito Democratico, attraverso la capogruppo alla Camera, Chiara Braga. “Parole inaccettabili“, afferma la deputata dem puntualizzando come la maggior parte dei femminicidi in realtà avvenga in contesto domestico e per mano di “uomini che odiano le donne dicendo di amarle“. Braga ritiene “quello di Nordio è un razzismo strisciante che emerge in tutto il suo fulgore, fuori luogo e fuori tempo“, ed ironizza amaramente chiedendo “a quando il manifesto della razza?“.

Le critiche al Ministro della Giustizia arrivano anche da parte di Antonella Veltri, Presidente di D.i.Re, l’associazione Donne in Rete contro la violenza. Dichiarazioni di Nordio che la presidente ritiene siano “difficili da condividere” e a nome delle donne si dice stanca di parole inutili a femminicidio avvenuto. “Quello che serve – chiarisce Veltri – è un vero e attuabile piano di prevenzione che lavori sulla società tutta, la scuola, rinforzando i centri antiviolenza“, e le affermazioni in merito alla famiglia di origine del bambino “non sono quello che pensiamo possa servire al cambiamento“.

Per quanto riguarda il Ddl Femminicidi passato alla Camera lo scorso 7 marzo, la Presidente dell’associazione antiviolenza chiede al ministro di “spiegarcene l’utilità per le donne che sono state uccise dopo la sua entrata in vigore?“.

I femminicidi di Messina e Roma

Due ragazze della stessa età, universitarie fuorisede che hanno visto la loro vita essere troncata a coltellate. I due presunti assassini hanno confessato. Si tratta di Ilaria Sula, ritrovata chiusa in una valigia gettata a 40 chilometri da Roma e di Sara Campanella ferita a morte, a pochi passi dalla sua università, a Messina. Il motivo alla base dell’atroce gesto? Entrambe sono state uccise da coetanei che non accettavano il rifiuto da parte delle due giovani vittime.

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