Meloni sarà parte civile nel processo contro Corona per diffamazione

L'accusa di diffamazione ai danni della Presidente del Consiglio, nasce dalla pubblicazione di una falsa notizia in merito a una presunta relazione sentimentale tra lei e il deputato catanese di Fratelli d’Italia Manlio Messina. Meloni sarà sentita davanti al Tribunale di Milano

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Il processo avviato a gennaio a carico di Fabrizio Corona per la presunta diffamazione subita dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha visto nell’udienza di oggi ammettere le liste dei testimoni. Circa una trentina di nomi che verranno ascoltati dagli inquirenti, tra cui figura anche la premier che, tramite il legale di parte civile Luca Libra, darà la sua disponibilità a essere sentita in audizione da Palazzo Chigi, come previsto dal codice di proceduta penale.

La denuncia di Meloni e Messina

La denuncia è scattata in merito alla falsa notizia di una presunta relazione sentimentale tra lei e il deputato catanese di Fratelli d’Italia Manlio Messina, diffusa da Corona e dal giornalista Luca Arnau.

Difatti, Fabrizio Corona non è solo nel processo, poiché ad essere denunciato è stato anche Arnau, direttore della testata giornalistica online Dillingernews. I due sono stati accusati di diffamazione aggravata per aver diffuso, il 20 ottobre 2023, la fake news sulla presunta relazione tra la premier e l’onorevole siciliano, presente oggi in aula e anch’egli parte civile del processo.

Secondo quanto ritenuto dai pm, sarebbe stato l’ex re dei paparazzi, a “procacciare la falsa notizia” con “verifiche da cui ne emergeva la assoluta infondatezza” e avrebbe, poi, “ordinato insistentemente la sollecita redazione dell’articolo“, anche con “fotografie alterate“. Mentre, era stato Arnau, a scriverlo e pubblicarlo il 20 ottobre di due anni fa. 

Nel decreto di citazione diretta a giudizio, firmato dalla Procura di Milano nell’ottobre scorso, si fa riferimento alla notizia falsa sul presunto legame affettivo tra i due esponenti di FdI. E riportando alcuni passaggi dell’articolo pubblicato, nel provvedimento si legge di un Messina “bello, bravo e in gran carriera” e sulla possibilità che fosse proprio lui “ad avere riportato l’amore nel cuore spezzato della premier“, si allude a un intensificarsi dei loro incontri e si corredano il testo da cinque fotoartatamente modificate, al fine di avallare il contenuto della notizia“.

In aula, il Tribunale ha quindi ammesso la lista dei testimoni presentata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, oltre ad essersi riservata la consulenza della Procura sulle immagini ritenute non genuine e ad aver ammesso l’interrogatorio di Corona, il quale tramite il suo legale difensore, Ivano Chiesa, ha annunciato anche dichiarazioni spontanee.

Messina su Corona: “Non si può inventare una notizia per fare follower”

Basta guardare le foto originali e quelle prodotte nei suoi articoli per capire” che sono false, spiega l’onorevole Messina intercettato dai cronisti post udienza. “C’è chi ritiene che si possa infangare, denigrare, inventare storie su chiunque, secondo noi no, non è possibile. – chiarisce il deputato di FdI – Occorre un po’ di decenza quando si fa un mestiere che non è quello del giornalista nel suo caso“. Messina indignato da quanto accaduto e dal modus operandi dei due imputati, ribadisce che “non si può inventare una notizia di sana pianta solo per fare follower, non si gioca con la vita delle persone” e chiosa affermando che il tribunale deciderà.

Era invece assente in Aula proprio Corona, ma il suo avvocato ha preso le veci “lamentandosi” della lunga lista di testimoni, definendo “un’enormità, non stiamo facendo un processo per traffico internazionale di droga, ma per diffamazione“.

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