Il dl Sicurezza, approvato ieri in Consiglio dei ministri, non ha provocato dure reazioni solo da parte del centrosinistra e dei manifestanti che a Roma e Napoli sono scesi in piazza per chiederne l’eliminazione. Oggi, a poche ore dalla decisione del Cdm, anche l’Associazione nazionale magistrati ha deciso di dire la sua, tramite le parole di Rocco Maruotti, segretario generale dell’Anm.
Secondo il sindacato dei magistrati, il messaggio veicolato dal decreto legge sarebbe “inquietante“, in quanto avrebbe come obiettivo la “creazione nella collettività di un problema che non esiste“, poiché secondo Maruotti non vi sarebbe alcun allarme sociale o questione emergenziale legata all’ordine pubblico, oltre a “tentare di porre le basi per la repressione del dissenso“.
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Un commento che avrebbe infastidito la Lega, che da mesi chiede l’approvazione del ddl Sicurezza, ora divenuto un decreto legge, e che si è espressa tramite le parole di Andrea Crippa. “Dall’Anm l’ennesimo sciagurato attacco alla politica“, ha sostenuto il leghista, chiedendo che il sindacato rispetti l’autonomia del governo e del Parlamento.
Anm, Parodi: “Il dl Sicurezza è un provvedimento destinato a dividere”
Sulla questione è poi intervenuto anche il Presidente dell’Anm, Cesare Parodi, che ha sostenuto che il dl Sicurezza sarebbe un provvedimento molto complesso, in quanto tratta di diversi e variegati aspetti, e, in quanto, tale “è destinato ad avere il consenso da parte di alcuni cittadini, anche molto forte, e un forte dissenso da parte di altri“. Il Presidente, nel corso di un punto stampa a margine del Comitato direttivo dell’associazione, ha poi dichiarato che il documento non avrebbe “mezze misure“, proprio per la sua caratteristica di trattare argomenti diversi.
Parodi ha infatti sottolineato come il provvedimento intervenga sia su aspetti di ordine pubblico, cercando quindi di rispondere al desiderio di una parte dei cittadini, sia su questioni più “restrittive e punitive“, andando quindi a suscitare sentimenti opposti che potrebbero quindi portare a problemi interpretativi e applicativi. Il Presidente dell’Anm ha poi riconosciuto anche alcuni aspetti positivi contenuti nel decreto legge, come la maggiore attenzione nei confronti delle truffe verso gli anziani. Nonostante ciò, comunque, molte altre questioni delicate, come la penalizzazione delle attività di dissenso nelle carceri e in altri luoghi “saranno destinate a far discutere“.
Perché il ddl Sicurezza è diventato un decreto legge?
L’approvazione del decreto legge sulla sicurezza è avvenuta a seguito di una presa di posizione del governo che ha infastidito particolarmente le opposizioni. Il pacchetto di misure contenute nel decreto venne approvato nel corso di un Cdm tenutosi nel novembre 2023 con l’obiettivo di inserirle all’interno di un disegno di legge da sottoporre all’analisi del Parlamento.
Le norme in esso contenute, in particolare alcuni emendamenti della Lega, hanno sin da subito attirato l’attenzione del centrosinistra, che ha sostenuto fossero troppo stringenti e non in linea con i diritti del popolo. Una posizione in parte condivisa anche dal Colle che, nella sua analisi del testo, ha individuato sei punti di possibile incostituzionalità che sono stati quindi limati dall’azione della maggioranza.
L’iter di approvazione del ddl, però, ha intrapreso una strada piuttosto lunga che ha preoccupato il governo. Nel corso della conferenza stampa che ha fatto seguito al Cdm di ieri, il premier Meloni ha spiegato che la decisione del governo di trasformare il ddl in un decreto legge non sarebbe una “scorciatoia” o un “blitz“, ma risponderebbe al “bisogno prioritario di dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano“.
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