Con 104 voti favorevoli, 73 contrari e un astenuto, l’Aula del Senato ha approvato il decreto carceri, che ora passa alla Camera per l’esame finale. Il centrodestra celebra questo risultato, mentre l’opposizione critica le misure adottate, definendole “inutili” e inefficaci nel contrastare l’emergenza carceraria, segnata da 67 suicidi tra detenuti e agenti dall’inizio dell’anno.
Le tensioni politiche sono palpabili: il centrosinistra, che aveva abbandonato i lavori in Commissione per l’impossibilità di un confronto costruttivo con il governo e la maggioranza, torna a contestare duramente il decreto. La questione pregiudiziale sollevata dal centrosinistra è stata respinta, e i rappresentanti sottolineano l’assenza del Guardasigilli Carlo Nordio.
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Decreto Carceri: cosa prevede
Il decreto prevede l’assunzione di mille nuovi agenti nei prossimi due anni, l’aumento delle possibilità di telefonate per i detenuti e l’introduzione del reato di “peculato per distrazione” come compensazione per l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Inoltre, un emendamento di Forza Italia offre ai detenuti tossicodipendenti la possibilità di scontare la pena in comunità.
Antonio Tajani, leader di Forza Italia, sostiene che il decreto migliorerà le condizioni di vita nelle carceri, pur riconoscendo il problema del sovraffollamento con 10.000 detenuti in eccesso. Pierantonio Zanettin, capogruppo di FI in Commissione Giustizia, assicura che l’impegno del partito per le carceri non si esaurisce con questo decreto, evidenziando le iniziative con i Radicali per visitare gli istituti penitenziari.
Il relatore del decreto, Sergio Rastrelli di Fratelli d’Italia, lo definisce “un intervento normativo coraggioso ed equilibrato”. Anche Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia, riconosce l’utilità delle misure, ma sottolinea la necessità di ulteriori interventi.
L’opposizione si accanisce
L’opposizione, però, non risparmia critiche. Alfredo Bazoli del Partito Democratico descrive il decreto come “tardivo, scarno e inutile”, mentre Roberto Scarpinato del Movimento 5 Stelle accusa la maggioranza di ignorare la risoluzione del problema carcerario. Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra ha letto i nomi delle 67 persone che si sono tolte la vita in carcere, mentre Mariastella Gelmini giudica il decreto insufficiente rispetto alla gravità dei problemi.
Debora Serracchiani del PD denuncia una gestione arrogante da parte della maggioranza e definisce il decreto “incostituzionale“. Erika Stefani della Lega insiste che i cosiddetti “svuota carceri” non risolvono i problemi, evidenziando l’importanza della riforma dopo anni di inerzia.
Sul fronte legislativo, +Europa ha presentato alla Camera una proposta di legge per un’esperienza formativa carceraria obbligatoria per i magistrati, firmata da diversi partiti. Al Senato, Fratelli d’Italia e Lega propongono di potenziare le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) e di istituire sezioni specializzate per i detenuti con disturbi mentali. La proposta di Roberto Giachetti per uno sconto di pena per buona condotta resta in Commissione, ma un esponente di FI assicura che, a scrutinio segreto, verrebbe votata da tutti.
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