Comunali, centrodestra propone riduzione dei ballottaggi. Schlein: “L’emendamento va ritirato”

Il centrodestra ha presentato un emendamento al decreto elezioni che prevede l'eliminazione dei ballottaggi nel caso in cui il candidato raggiunga il 40% dei voti e non più il 50% più uno. Il centrosinistra e l'Associazione nazionale comuni italiani si sono dette contrarie, in quanto la norma attuale sarebbe efficiente e non necessiterebbe di modifiche

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La decisione del centrodestra di presentare al Senato un emendamento anti ballottaggi” per le elezioni comunali nelle realtà con più di 15mila abitanti avrebbe mandato su tutte le furie il centrosinistra e l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci). La maggioranza di governo vorrebbe rendere più semplice il processo elettivo di un sindaco, evitando il ballottaggio nel caso in cui uno dei candidati abbia ottenuto almeno il 40% dei voti, tramite la modifica del cosiddetto “decreto elezioni“, al momento al vaglio della Commissione Affari costituzionali.

Si tratta quindi di una proposta di modifica degli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sugli enti locali, che eliminerebbe la necessità del ballottaggio tra due candidati che oggi è previsto nel momento in cui nessuno dei due abbia ottenuto il 50% più uno di voti. Inoltre, nello stesso emendamento sarebbe previsto un premio di maggioranza per il candidato vincente, consistente nell’assegnazione del 60% dei seggi, “purché nessun altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50% dei voti validi“.

La proposta del centrodestra ha scatenato l’ira delle opposizioni, che sono insorte per mostrare la loro contrarietà all’eliminazione dei ballottaggi alle comunali. “Con un altro blitz notturno la destra vuole riscrivere le regole democratiche a suo vantaggio“, ha tuonato la segretaria del Pd, Elly Schlein, sottolineando che dal suo punto di vista il governo starebbe cercando di costruire una legge elettorale per i comuni su misura. “Se l’emendamento non verrà ritirato useremo tutti gli strumenti parlamentari possibili per opporci a tale scempio“, ha poi aggiunto.

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa
Il Presidente del Senato Ignazio La Russa

Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, è intervenuto sulla questione chiarendo che la norma verrà esaminata per comprendere se sia compatibile con il decreto elezioni. “Sul contenuto non mi scandalizzo, sulla modalità tutto sarà fatto secondo le regole e sono pronto ad ascoltare le obiezioni che provengono dalle opposizioni“, ha sostenuto davanti ai cronisti a margine di un convegno in sala Zuccari.

Norma anti ballottaggio alle Comunali, la contrarietà dell’Anci

La proposta del centrodestra non è stata apprezzata neanche dall’Anci, il cui presidente, Gaetano Manfredi, ha sostenuto di auspicare che ci sia un ripensamento sulla proposta, in quanto questa “interverrebbe su un sistema che risulta essere il miglior sistema elettorale del nostro Paese e che finora ha operato a vantaggio dei cittadini“.

Inoltre, il presidente ha voluto ricordare i precedenti tentativi di modificare la legge sull’elezione diretta dei sindaci, anche questi portati avanti senza tenere in considerazione le opinioni dei comuni. “Non si può cambiare una regola così importante con un emendamento di notte senza alcun confronto con l’Associazione dei Comuni italiani“, ha infatti sottolineato Mattia Palazzi, vice presidente Anci con delega alle riforme costituzionali, chiarendo che finora la legge dei comuni ha “sempre funzionato” e quindi non dovrebbe essere modificato.

La giustificazione del centrodestra sulla norma anti ballottaggi

I capigruppo al Senato del centrodestra, Lucio Malan di FdI, Massimiliano Romeo della Lega, Maurizio Gasparri di FI, Michaela Biancofiore di Nm, hanno risposto alle critiche di Anci e del centrosinistra sottolineando che “la questione dei ballottaggi nei Comuni sarà risolta” e che ad oggi non vi sarebbe comunque alcuna norma introdotta dal governo per decreto, ma “c’è la possibilità di discutere della questione ballottaggi in sede di conversione del decreto“.

Inoltre, i capigruppo avrebbero sottolineato che la proposta risponderebbe al fatto che i ballottaggi solitamente prevedono una partecipazione dei cittadini talmente ridotta “da indurre ad affrontare la questione“. Il centrodestra ha quindi sottolineato che l’intenzione è quella di “andare avanti utilizzando i cari strumenti che il Parlamento ci mette a disposizione“.      

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