Un carteggio tra il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, avrebbe portato alla presentazione di un disegno di legge riguardante la riforma del Concordato lateranense del 18 febbraio 1984, firmato da Bettino Craxi e dal cardinale Agostino Casaroli, che regola la gestione dei cappellani militari. Si tratta di sacerdoti chiamati a sostenere la Forze armate, in patria e nei teatri europei, nominati dal ministro della Difesa con apposito decreto.
Come riporta Simone Canettieri su il Foglio, che ha preso visione delle lettere, la decisione del governo e del Vaticano di modificare alcuni passi di questa Legge risponderebbe ad un duplice principio. Innanzitutto, si inserisce nella delicata situazione geopolitica, con l’Italia che continua a riflettere sulla sua posizione in tema di riarmo, e in quella della crisi vocazionale, che da decenni ormai affligge la Chiesa cattolica.
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Così il disegno di Legge, presentato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, dal titolare della Farnesina, Antonio Tajani, dal Guardasigilli, Carlo Nordio, dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, tenta di rendere più semplice l’arruolamento di queste figure spirituali, senza però modificare le spese sostenute dallo Stato o svilire il ruolo ricoperto da queste figure che si inseriscono in contesti religiosi e istituzionali.
Cappellani militari, cosa prevede il disegno di Legge
Da quanto si apprende, gli articoli che saranno modificati sono tre. Il primo riguarda i requisiti per la nomina al grado di cappellano militare, che vengono modificati radicalmente. L’età minima scenderà a 25 anni, e non più 28, mentre viene eliminato il limite anagrafico massimo di 40 anni. Un tentativo di ampliare la platea degli interessanti, evitando di escludere a prescindere intere fasce di ecclesiastici.
Il secondo punto da modificare, invece, riguarda la nomina dei cappellani militari addetti in “servizio permanente“. Si prevede che queste specifiche figure potranno presentare domanda anche solo dopo due anni di servizio continuativo, e non più cinque, anche in questo caso senza alcun limite di età.
Il terzo punto, infine, potrebbe permettere ai cappellani militari di avere maggiori sbocchi lavorativi. Innanzitutto, infatti, è stato proposto che i “i giovani presbiteri appena ordinati“, uscenti dalla Scuola allievi cappellani militari, possano accedere al ruolo di cappellani militari al termine dell’iter. Al momento, invece, una volta conclusi gli studi, i presbiteri devono attendere tre anni, per raggiungere i 25 anni di età. Per quanto riguarda, invece, gli ordinati più anziani, si lavora al fine di permettere loro di dedicarsi al ministero presso le Forze armate, senza limiti di età anche per quanto riguarda il servizio permanente.
Cappellani militari, gli oneri a carico dello Stato
Le modifiche previste dal disegno di legge non prevedono modifiche riguardanti le spese a carico dello Stato italiano. Al momento, infatti, non è prevista la modifica del numero complessivo dei cappellani militari, che è fissato a 162 unità, compresi l’Ordinario militare e il Vicario generale. I sacerdoti, inoltre, sono retribuiti allo stesso modo dei loro parigrado militari. In questo modo, quindi, non saranno necessarie modifiche alla spesa e la decisione non
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