Brunetta e il monito sui contro-dazi: “L’Ue non insegua Trump nella sua folle corsa alla chiusura”

Secondo Renato Brunetta, il presidente Usa avrebbe dato inizio ad un percorso pericoloso per il suo Paese. Il crollo delle Borse non sarebbe altro che il tentativo dei mercati globali di trovare la soglia del dolore di Trump. Pur di mostrarsi forte, però, il Tycoon rischia di non accorgersi dei danni irreparabili che sta causando al Paese. Perché l'Ue dovrebbe quindi adeguarsi alla strategia del titolare della Casa Bianca?

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L’Unione europea dovrebbe seguire la strategia di Donald Trump e lanciarsi in una guerra a suon di dazi? Questa è la domanda a cui il presidente del Cnel (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro), Renato Brunetta, tenta di rispondere in un editoriale su Il Riformista, in cui analizza la profondissima crisi delle borse mondiali e le possibili conseguenze che gli Stati Uniti potrebbero dover affrontare nel loro immediato futuro.

Nonostante le parole rincuoranti del Tycoon, che continua a definire quello attuale solamente un momento passeggero prima del grande “boom” dell’economia statunitense, il futuro degli States non sembrerebbe così florido. “I mercati finanziari stanno punendo duramente la scelta compiuta da Donald Trump“, ha spiegato Brunetta, sottolineando che ciò a cui stiamo assistendo non sarebbe altro che un test sulla “soglia del dolore del presidente americano“.

In sostanza, i mercati sono alla ricerca del punto di rottura dell’amministrazione americana, ovvero “quel livello oltre il quale sarà disposto a fare marcia indietro e sedersi attorno ad un tavolo per negoziare“. Quello di Trump, dunque, sarebbe un percorso accidentato e pericoloso, che rischia di trasformarsi in quella che Brunetta definisce “una pericolosa traversata nel deserto“.

Da un lato l’ex ministro ricorda nel suo editoriale come la soglia del dolore degli Usa sia piuttosto alta, per cui il “tiro alla fune” con i mercati potrebbe durare ancora a lungo; dall’altro però proprio questa capacità di sopportare il dolore potrebbe portare il governo Usa ad accorgersi troppo tardi dei “danni irreparabili” che la sua politica economia starebbe portando con sé. Tra questi, cita Brunetta, c’è la fuga massiva di investitori non più disposti a tollerare l’incertezza e l’autarchia della Trumpnomics.

In considerazione di tutti questi aspetti, quindi, quale dovrebbe essere la risposta dell’Unione europea? Secondo l’ex ministro, Bruxelles dovrebbe imparare proprio dagli errori dagli Usa, cercando di non cedere alle paure del momento ma continuando a “confermare la sua fiducia incondizionata nei valori del libero mercato e dell’apertura internazionale“. Affinché questa strategia funzioni, però, è necessario che la comunità europea impari a muoversi e a prendere decisioni come un’unica entità, riuscendo finalmente a “dare una risposta alla guerra dei dazi“, senza però “inseguire il presidente americano nella sua folle corsa alla chiusura“.

Renato Brunetta, quindi, si unisce alla schiera di politici, tra cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che si dicono contrari alla possibilità che l’Ue risponda agli Stati Uniti con dei contro dazi. Questa strategia, infatti, potrebbe rivelarsi dannosa per gli interessi europei, tanto da portare l’Unione a vivere la crisi dei mercati che in questo momento interessa gli Stati Uniti. L’Ue di Von der Leyen, però, avrà la stessa soglia del dolore degli Usa di Trump?

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