Bonaccini stronca il governo: “È una manovrina”

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Il presidente dell’Emilia Romagna e candidato alla segreteria del Partito Democratico lancia un’occhiata critica sulla manovra Meloni

Una manovrina che non tocca nessuno dei problemi seri del Paese”, così Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna e candidato alle prossime elezioni per la segreteria del Partito Democratico, commenta i provvedimenti che il governo Meloni è pronto ad approvare. 

Le parole di Bonaccini arrivano dai microfoni di Rtl 102.5, dove esprime tutto il suo disappunto per la prossima mossa di palazzo Chigi. Il disegno delle flat tax contribuisce a far stare meglio chi già di suo è benestante, chi sta male non avrà altri benefici: “È una manovra fatta per dare vantaggio a ceti medio-alti”.  

Questo governo rischia di far fare un passo indietro all’Italia, quando il ondo va in un’altra direzione”, afferma Bonaccini. Delicato anche il tema dei pagamenti in contanti e carte di credito, con la possibile reintroduzione di una soglia minima entro cui i commercianti saranno autorizzati a non accettare l’uso del pos. Anche su questo tema il presidente dell’Emilia Romagna si mostra critico: sono decisioni che non combattono l’evasione fiscale ma spinte a garantire a qualche malintenzionato a fare operazioni illecite. 

Sul caro energia, con le risorse messe a disposizione dal governo Meloni si arriva a marzo-aprile del prossimo anno. “Si poteva fare di più”, commenta Bonaccini. 

Bonaccini e la sanità: “Sia il pilastro dell’Italia”

Tre anni fa vinsi le elezioni regionali anche per la difesa della sanità pubblica, mentre i miei avversari guardavano al modello lombardo, che ha punte di eccellenza mondiale ma è per metà privato”, afferma Bonaccini. Il candidato alla segreteria del Pd pensa ai suoi trascorsi e alle proiezioni verso il futuro, in cui la sua lotta politica si concentrerà sempre più sul diritto all’istruzione e all’accesso a una sanità pubblica

Bonaccini è chiaro al riguardo: “Deve essere un pilastro di questo Paese”. Il presidente dell’Emilia Romagna si mostra nuovamente critico sul governo Meloni e la sua manovra che punta a favorire i privati. “Le opposizioni su questo punto potrebbero cominciare a convergere”, afferma, auspicando una sinergia con le altre forze politiche. 

Bonaccini al Pd? Parla Nardella

All’indomani delle dimissioni di Enrico Letta come segretario del Partito Democratico, uno dei primi nomi usciti fuori come possibili successori fu proprio quello di Stefano Bonaccini. Col passare delle settimane l’idea è stata realmente concretizzata dall’ascesa del presidente dell’Emilia Romagna. 

A spezzare una lancia a suo favore parla, in collegamento ad “Agorà” su Rai3, Dario Nardella, sindaco di Firenze, che condivide la battaglia e i propositi del suo collega: “Dobbiamo mettere al centro le idee e la rappresentanza democratica dei territori”

Partiremo con un appello nelle prossime ore a sostenere la candidatura di Bonacci, firmato da centinaia di sindaci e amministratori locali. Il Pd può essere un vero partito del territorio, lo è già perché amministriamo con successo tante città”, afferma il primo cittadino. 

Nardella è convinto che il proposito del Partito Democratico sia quello di porsi come un baluardo del centrosinistra che tenga insieme riformismo e radicali. Il pensiero vola all’idea di Veltroni di 15 anni fa, a cui il sindaco di Firenze fa un chiaro riferimento. “Non si può avere solo la radicalità senza riformismo perché così faremmo un favore a tutti i partiti politici più moderati che sono nell’area centrale”

Al contempo, Nardella è sicuro che queste primarie si svolgeranno nel pieno rispetto di tutte le candidature: “Non abbiamo nemici dentro al partito, ma avversari fuori”. Lancia, infine, un augurio a Elly Schlein, altra candidata alla segreteria, di posizioni “schiacciate su una sinistra massimalista”. 

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