Trump, dazi del 20% all’Ue: “Ci hanno derubato, sono patetici”. Meloni risponde a tono

Il Presidente statunitense stila la lista: dal 5 aprile entreranno in vigore i dazi al 10% per tutti i paesi, dal 9 aprile scatteranno le tariffe reciproche per i 60 "worst offenders". Mentre, dal 3 aprile arrivano le tariffe al 25% sull'import di auto straniere

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I dazi “porteranno l’età dell’oro“, rilanceranno il “sogno americano” e “genereranno miliardi di miliardi di dollari per ridurre le nostre tasse e il nostro debito“. Così il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha esordito salendo sul palco da un Giardino delle Rose della Casa Bianca con una sfilza di bandiere a stelle e strisce alle spalle e alla presenza della maggioranza della sua amministrazione.

Il Tycoon lancia così la sfida al commercio globale e, dichiarando l’emergenza nazionale per ridurre il deficit commerciale, dal 5 aprile entreranno in vigore i dazi al 10% per tutti i paesi, mentre dal 9 aprile scatteranno le tariffe reciproche per i 60 “worst offenders“, i peggiori su cui si abbatteranno altre tariffe e che hanno i maggiori squilibri commerciali nei confronti degli Stati Uniti.

Per l’Europa i dazi saranno al 20%, per la Cina al 34% e per la Gran Bretagna al 10%. Mentre, i dazi più alti annunciati sono per il Vietnam al 46%, insieme alla Tailandia con il 36%, il Taiwan con il 32% come l’Indonesia, e ancora la Svizzera con il 31% e l’India al 26%. Il presidente statunitense entusiasta ha annunciato la svolta economica con cui “rimettiamo l’America First” e rendiamo l’America di nuovo ricca.

E tra un “Make America Wealthy Again“, e un “giorno della liberazione“, Trump ha ribadito che è il giorno in cui “reclamiamo il nostro futuro“, nonché “uno dei più importanti della storia“. “Faremo pagare quello che gli altri ci tassano. Reciprocità significa che faremo agli altri quello che fanno a noi, è molto semplice“, ha spiegato precisando successivamente che i dazi non saranno esattamente reciproci.

Facendo l’esempio dell’Unione europea, ha spiegato che gli Stati saranno tassati “la metà di quello che ci tassano“. Nello specifico, Trump osserva come l’Ue “ci fa pagare il 39% e noi imporremo dazi al 20%“, mentre, per Israele le tariffe saranno del 17% e per il Brasile al 10%. E affondando su tutto il mondo, l’inquilino della Casa Bianca fa notare che “ci hanno rubato per 50 anni ma non accadrà più“, ricordando che le tariffe reciproche saranno affiancate dai dazi al 25% sull’import di auto straniere che entrerà in vigore dal 3 aprile.

Ma, offre anche la soluzione, ovvero venire a produrre in America, il suo mantra da quando, subito dopo la sua elezione, è intervenuto a Davos. Il Trycoon ha chiesto ai
leader stranieri di mettere fine alle loro tariffe, di lasciar cadere le barriere commerciali e non e di non manipolare le loro valute.

Concretamente, l’ordine esecutivo firmato dal Tycoon prevede una clausola che gli consente di rispondere a qualsiasi tipo di ritorsione. “Risponderà“, si assicura senza esitazioni dell’amministrazione Trump ribadendo l’urgenza all’interno dell’amministrazione per far fronte a una situazione divenuta ormai insostenibile. E così lo schema trumpiano aprirebbe a una nuova era per gli States, dove i dazi rappresentano la “regola d’oro per la nuova età dell’oro americana“.

Dazi, le immediate conseguenze

L’annuncio di Trump ha indebolito il dollaro e i titoli di stato americani, con un conseguente rialzo dei rendimenti che per il treasury decennale hanno viaggiato ai massimi di seduta al 4,231%. Le misure potrebbero coprire i nervi scoperti degli investitori, da giorni febbricitanti in attesa di conoscere il piano presidenziale. In attesa di certezze, le piazze finanziarie europee hanno chiuso in territorio negativo, con l’eccezione di Madrid salita dello 0,40%. Piazza Affari ha perso lo 0,27% mentre Francoforte lo 0,66%. Wall Street ha chiuso in positivo aggrappandosi alla speranza di più tagli dei tassi di interesse da parte della Fed per affrontae l’inflazione e l’indebolimento dell’economia.

Tesla e Amazon hanno contribuito ad alimentare i listini americani. Si tratta di due delle aziende a maggiore capitalizzazione, salite sull’onda di indiscrezioni sul ruolo di Elon Musk nel governo che potrebbe lasciare il Doge e dell’interesse per TikTok da parte del colosso di Jeff Bezos. Mentre, l’uomo più ricco del mondo ne è diventato il first buddy e uno dei suoi alleati più stretti, l’offerta del fondatore di Amazon per il social, secondo alcuni osservatori, è un modo per tendere la mano e aiutare il presidente.

Meloni risponde a tono

Non tarda ad arrivare la posizione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo l’annuncio dei dazi, ritenendone l’introduzione, “una misura sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti“, scrive sui social la premier spiegando che “faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti“. L’obiettivo da raggiungere, secondo Meloni, sarebbe “scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’occidente a favore di altri attori globali“. Il Presidente rimarca quindi che “in ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei“.

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