Trump perde consensi: in tutto il mondo iniziano le proteste contro l’amministrazione Usa

Donald Trump in questa settimana è sceso al 43% di consenso, ovvero la soglia più bassa dalla sua elezione. In meno di tre mesi di mandato, quindi, una buona fetta di popolazione americana ha cambiato idea sul presidente

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Il dominio incontrastato di Donald Trump potrebbe aver incontrato il suo primo ostacolo. Mentre la Trumpconomics impera nel mondo, lasciando sconvolgimenti e mercati in rosso, i popoli delle Nazioni maggiormente colpite dalle decisioni del Tycoon hanno deciso di iniziare a manifestare la propria rabbia. Con i governi di tutto il mondo che faticano a comprendere in che modo scendere a patti con la nuova amministrazione Usa, le varie popolazioni sembrano avere le idee chiare.

Un enorme protesta di dimensioni globali si è quindi svolta oggi, guidata dallo slogan “Hands Off“, ovvero “Giù le mani“. Un imperativo nei confronti di un uomo che non sembra disposto a prendere ordini e soprattutto che finora non ha avuto particolari problemi a chiedere o prendersi ciò che voleva. Negli Stati Uniti sono state organizzate circa 1200 manifestazioni e varie forme di contestazione sono andate in scena in vari Paesi stranieri. Canada, Messico, Germania, Francia, Gran Bretagna, Portogallo, e anche l’Italia sono divenute teatro di momenti dedicati alle proteste contro il governo Usa.

L’epicentro di questa manifestazione è stata ovviamente Washington, dove migliaia di attivisti si sono radunati nelle vicinanze della Casa Bianca, per mostrare la resistenza del popolo democratico allo strapotere di The Donald. “Svegliatevi e sentite l’odore del golpe“, “Trump gioca a golf mentre gli Usa bruciano” e “Non sei soggetto ai dazi?“, sono solo alcuni dei cartelloni esposti dai contestatori, scesi in piazza da tutto il Paese per criticare l’intera azione che il governo ha portato avanti finora.

Contestatori di Trump in piazza: cosa succede

Il popolo americano, o almeno quelle che è già stufo delle pretese del Tycoon, è sceso in piazza per contestare gli attacchi alla democrazia e alla comunità americana perpetrati dal Tycoon, da Musk e dagli altri alleati del movimento “Make America Great Again“. “Questa è una mobilitazione nazionale per fermare la presa di potere più sfacciata della storia moderna“, hanno infatti spiegato gli organizzatori, sostenendo che dal loro punto di vista i due miliardari starebbero tramando un attacco al governo, all’economia e ai diritti fondamentali degli Stati Uniti.

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Manifestanti a Washington contro Donald Trump

Vogliono fare a pezzi l’America, chiudendo gli uffici della previdenza sociale, licenziando i lavoratori essenziali, eliminando le tutele dei consumatori e sventrando Medicaid, tutto per finanziare la loro truffa fiscale miliardaria“, hanno sostenuto in riferimento al maxi taglio delle tasse che Trump vorrebbe prorogare. Il popolo ha quindi deciso di far sentire il proprio dissenso, sostenendo che se l’amministrazione Trump dovesse procedere ancora in questa direzione, allora non vi sarebbe più nulla da salvare.

Alle proteste nella capitale Usa hanno preso parte circa 150 gruppi rappresentativi del popolo Usa, tra cui Human Right Campaign, il più grande gruppo di sostegno alla comunità Lgbtq, Greenpeace e il Service Employees International Union, cioè un sindacato che rappresenta due milioni di lavoratori. Le manifestazioni in corso, poi, assumono un’accezione ancora più importante se vengono affiancate ai dati degli ultimi sondaggi portati avanti nel Paese.

Donald Trump in questa settimana è sceso al 43% di consenso, ovvero la soglia più bassa dalla sua elezione. In meno di tre mesi di mandato, quindi, una buona fetta di popolazione americana ha cambiato idea sul presidente. La tanto attesa età dell’oro, con la ripresa dell’economia e dell’industria Usa non è ancora arrivata e sembrerebbe essere stata sostituita dal crollo dei mercati finanziari e dall’aumento indiscriminato dei prezzi.

Nonostante le rassicurazioni del Tycoon, che ha chiarito più volte come la crisi odierna sia solo momentanea, il popolo americano chiede maggiori tutele e soprattutto decisioni che siano in linea con i bisogni del Paese. “Tenete duro, non sarà facile, ma il risultato finale sarà storico“, ha scritto sui suoi social il presidente, cercando di esortare i cittadini degli Usa a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà del momento. Un appello che, però, potrebbe cadere nuovamente del vuoto e forse convincere altre migliaia di americani a scendere in piazza contro il presidente.

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