Ormai è imminente il bando di TikTok dagli Stati Uniti, a meno che le operazioni del social network cinese negli USA non vengano acquisite da un proprietario americano. Un provvedimento che vedeva la sua applicazione prevista già da tempo, ma l’elezione del Presidente americano, Donald Trump ha scombinato i piani dei legislatori.
La promessa di Trump agli Stati Uniti
TikTok conta negli Stati Uniti circa 170 milioni di utenti e durante la campagna elettorale, il Tycoon aveva promesso agli elettori di salvare l’applicazione dall’oscuramento. Una volta insediato, il neoeletto ha ritardato di 75 giorni l’entrata in vigore della legge approvata dal Congresso sul divieto dell’app negli Stati Uniti. Il ban di TikTok rientrerebbe sulla scia dei timori dei legislatori americani per la sicurezza nazionale.
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La scadenza era stata posticipata da Trump al 5 aprile per permettere a ByteDance, la società cinese proprietaria unica dell’app, di trovare un nuovo acquirente ed evitare così che la piattaforma potesse essere bandita negli Stati Uniti.
La ricerca di un acquirente per TikTok
Ad oggi, però, la situazione rimane in fase di stallo e il termine ultimo imposto dal governo americano alla società cinese è sempre più vicino. Entro sabato ByteDance, probabilmente indirizzato dal governo cinese sullo sfondo, dovrà decidere se vedere oscurato il social nel più grande mercato occidentale o separarsi da TikTok.
Trump e il suo governo avranno ruoli da protagonisti sull’eventuale cessione. Per favorire la vendita, il 26 marzo il Tycoon ha dichiarato che avrebbe abbassato i dazi sui prodotti dalla Cina se ByteDance – oltre che Xi Jinping – avesse accettato di cedere la gestione di TikTok negli Stati Uniti a un investitore locale.
L’interesse di Amazon
A pochissimi giorni dall’applicazione del provvedimento, secondo il New York Times Amazon si è candidata con un’offerta per l’acquisizione dei diritti di TikTok negli Stati Uniti. La proposta formale è stata spedita al Vice Presidente JD Vance e il Segretario al Commercio Howard Lutnick. La società di Jeff Bezos si era già affacciata al mondo dei social network, senza particolari successi. Il lancio di Inspire, app dal formato simile a quello di TikTok, rientrava nell’idea dell’imprenditore di portare Amazon sullo schermo di ciascun utente sotto un’altra veste.
Il progetto di Inspire venne poi abbandonato, ma è rimasta in Bezos l’idea di acquisire un social network che possa offrire ad Amazon maggiori opportunità di attrarre le fasce dei consumatori più giovani. L’acquisizione di TikTok rappresenterebbe per Amazon un’opportunità irrinunciabile di espandersi al mondo dei social media e la notizia dell’offerta ha provocato un aumento immediato del valore delle azioni del colosso americano del 2%.
Gli altri investitori
Non solo Bezos si è dimostrato interessato ad acquisire le operazioni negli Stati Uniti. Donald Trump ha pubblicamente confermato l’interesse di Microsoft, che già nel 2020 si era fatto avanti con un tentativo di acquisizione della società cinese. Anche Oracle e Blackstone stanno attenzionando la situazione.
Una cordata di imprenditori statunitensi che si fa chiamare “People’s Bid for TikTok” avrebbe presentato già da gennaio un’offerta complessiva da 20 miliardi di dollari per acquisire l’app. Si ipotizza che anche Elon Musk possa essere interessato all’acquisizione, ma la stessa piattaforma ha smentito la possibilità che il fondatore di Tesla possa acquisire TikTok negli USA.
Gli Stati Uniti vogliono la gestione dei dati
Un’altra delle opzioni vagliate per facilitare il raggiungimento dell’accordo, ed evitare di conseguenza l’oscuramento, sarebbe quello di trovare un investitore americano – o una cordata – deciso ad acquistare i diritti, ma disposto a lasciare l’algoritmo sotto il controllo di Bytedace. Questa opzione però non è vista di buon occhio da Donald Trump perché non risolverebbe il problema della sicurezza nazionale, dal momento che la gestione dei dati rimarrebbe nelle mani di ByteDance, e non in quelle di una società statunitense.
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