Il regime di Basher al-Assad è crollato ed ora il resto del mondo deve fare i conti con le evoluzioni che il governo siriano affronterà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, nella speranza di instaurare con il Paese dei rapporti che possano essere significativi ed utili ad entrambe le realtà. Dopo i momenti di incertezza, che gli scorsi giorni di marcia dei ribelli filo turchi hanno portato con sé, oggi sia la Russia che l’Ue azzardano ipotesi sul prossimo futuro. Ancora nessuna certezza e ancora troppo dubbi, però, non permettono alle due realtà di anticipare troppo.
Da un lato il Cremlino ha confermato che Basher al-Assad si trova a Mosca con la sua famiglia, dopo che il presidente Vladimir Putin ha deciso di concedere loro asilo politico. Mosca ha poi sostenuto di essere rimasta sorpresa dalla sequela di eventi che ha investito il Paese arabo e di voler attendere l’insediamento del nuovo governo prima di prendere decisioni che possano modificare i rapporti tra Russia e Siria. La Russia, poi, non esclude che la guerra civile a Damasco non possa essere un ulteriore tassello del “conflitto globale” che il mondo intero starebbe rischiando.
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Dall’altro lato, l’Ue ha dichiarato di non aver avuto contatti con il gruppo Hayat Tahrir al-Sham o con i suoi leader, in quanto questi sarebbero sanzionati sia a livello europeo che dell’Onu. Lo ha confermato il portavoce aggiunto dell’Ue per la Politica estera, Anouar El Anouni, mentre l’Alto rappresentante per la politica Estera, Kaja Kallas, ha sottolineato che al momento l’obiettivo principale è quello di “proteggere i membri di tutte le minoranze e garantire la sicurezza dei cittadini stranieri, così come il rispetto delle rappresentanze diplomatiche a Damasco“. Al momento, quindi, come confermato da Kallas non sarebbe possibile il rimpatrio dei rifugiati siriani presenti su territorio europeo.
Cremlino: “Discuteremo delle basi russe in Siria con chi comanda“
Le parole di Dmitri Peskov sono pragmatiche e non lasciano spazio a dubbi. La Russia non ha alcun tipo di commento sulla decisione del suo leader di accettare la richiesta di asilo politico di al-Assad e per il momento lui e la sua famiglia resteranno nel Paese. Per quanto riguarda i nuovi rapporti con il Paese arabo, sarebbe troppo presto per azzardare ipotesi e per quanto riguarda la situazione delle basi russe in Siria “è tutto argomento di discussione con coloro che saranno al potere in Siria“.
Mosca, comunque, starebbe già agendo per la sicurezza delle sue basi, anche se non vi sarebbero stati contatti diretti né tra Putin e il gruppo filo-turco, né con l’ex presidente al-Assad. Peskov ha poi confermato che la Russia e gli Usa non si sono ancora confrontati sulla questione ucraina e che per il momento “il potenziale di conflitto nel mondo è molto elevato“.
Ue: “In Siria preservare sovranità e respingere estremismo”
L’Unione europea procede cauta sul conflitto in Siria, esortando gli attori coinvolti ad “evitare ulteriori violenze, a garantire la protezione dei civili e a rispettare il diritto internazionale, incluso il diritto internazionale umanitario“. In questo senso, l’Ue ha sottolineato come ad oggi sia fondamentale aprire un dialogo inclusivo con il nuovo governo, così che possa essere garantita una transizione pacifica, come previsto dalla risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
“L’Unione europea è al fianco del popolo siriano e rimane in stretto contatto con i partner nella regione e i principali partner internazionali“, ha quindi sostenuto l’Alto rappresentante degli Affari esteri Ue, invitando quindi le nuove forze al governo del Paese a riflettere sulle loro mosse, anche in vista di un possibile rientro in Siria dei rifugiati politici. Al momento, secondo Kallas, questo non sarebbe ancora possibile, a causa dell’instabilità che ancora regna nella Regione. Intanto, la Germania ha deciso di bloccare le richieste di asilo dalla Siria, come confermato dalla testata Der Spiegel. Al momento, però, non è chiaro come sia destinata ad evolversi la situazione.
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