Rafah, recuperati 14 corpi di soccorritori della Mezzaluna Rossa: cosa è successo

A poche ore dal ritrovamento del corpo di un operatore della Mezzaluna Rossa e di diverse ambulanze e autopompe distrutte, le Forze di difesa di Israele hanno annunciato la ripresa delle operazioni di terra a Rafah, con l'obiettivo di costruire una zona cuscinetto lungo il confine della Striscia. Oggi il ritrovamento di 14 soccorritori senza vita

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Dopo il ritrovamento del corpo smembrato di Anwar Abdel Hamid al-Attar, capo della missione di soccorso scomparsa una settimana a Tal as-Sultan, a sud di Rafah, oggi la Mezzaluna Rossa ha annunciato di aver recuperato i corpi di 14 soccorritori, tutti parte della stessa operazione. Una scoperta “sconvolgente“, che avrebbe fatto seguito ai dubbi da parte di Hamas e della popolazione palestinese che i paramedici fossero stati uccisi dalle truppe israeliane. Le vittime sono otto tecnici medici di ambulanza, cinque membri del personale della protezione civile e un membro dell’agenzia delle Nazioni Unite.

Insieme al corpo di al Attar sono state inizialmente ritrovate anche ambulanze e autopompe distrutte, sepolte sotto le macerie e irriconoscibili. In una dichiarazione, la Mezzaluna Rossa ha sottolineato di aver individuato tra i rottami pezzi di equipaggiamento di sicurezza lacerati, che sarebbero appartenuti alla squadra scomparsa. Al momento non vi sarebbero certezze su quanto avvenuto ai mezzi e ai soccorritori, ma testimoni avrebbero affermato che questi ultimi sarebbero stati giustiziati e sepolti all’esercito italiano.

Intanto, le Forze di difesa israeliane hanno ammesso di aver sparato contro alcune ambulanze nella Striscia di Gaza dopo averle identificate come “veicoli sospetti“. Non vi sarebbe però una correlazione ufficiale tra i due eventi. Secondo gli israeliani, l’attacco sarebbe avvenuto lo scorso 23 marzo a Rafah, a ridosso del confine con l’Egitto, dove i soldati di Tel Aviv avrebbero aperto il fuoco verso alcuni veicoli di Hamas, uccidendo vari terroristi.

Rafah, il racconto dell’Idf e le ricerche della Mezzaluna Rossa

A poca distanza dai primi veicoli sarebbero stati avvistati altri mezzi in movimento, contro cui i soldati hanno quindi aperto il fuoco. Secondo l’Idf, poi, un’indagine avrebbe rivelato che alcuni di questi veicoli sarebbero stati ambulanze e camionette dei pompieri, che però spesso vengono utilizzati da Hamas per confondere i soldati israeliani.

Il giorno successivo, dunque, l’agenzia di difesa civile di Gaza ha dichiarato di non avere più avuto notizie da una squadra di soccorritori di Tal al-Sulta. Si tratterebbe di paramedici che erano stati inviati a bordo di quattro ambulanze a soccorrere i feriti dei bombardamenti israeliani. In totale mancherebbero all’appello nove persone e i sopravvissuti avrebbero raccontato di esecuzioni sommarie che erano state compiute dai miliziani di Israele.

La testata panaraba Al Jazeera ha anche pubblicato un’immagine satellitare che mostrerebbe l’esercito israeliano che circonda i veicoli della protezione civile e della Mezzaluna Rossa. Solo nei giorni scorsi, grazie all’intermediazione delle Nazioni Unite, altri soccorritori sono riusciti ad avvicinarsi alla zona in cui le ambulanze sono scomparse, riuscendo quindi ad individuare i rottami sepolti sotto alla sabbia.

L’uccisione mirata di soccorritori, protetti dal diritto umanitario internazionale, costituisce una flagrante violazione delle Convenzioni di Ginevra e un crimine di guerra“, ha affermato Basem Naim, membro dell’ufficio politico di Hamas, definendo quanto avvenuto a Tal al-Sulta un vero e proprio “massacro deliberato e brutale“.

Rafah, riprese le operazioni di terra delle truppe israeliane

La Palestina sembra non avere pace. Dopo la fine improvvisa della tregua, con la ripresa delle ostilità a Gaza, ieri l’Idf (Forze di difesa israeliane) ha annunciato l’avvio di un’intensa operazione di terra a Rafah, necessaria ad espandere la zona di sicurezza nel sud della Striscia. Nel testo rilasciato dalle milizie israeliane si parla di uno “smantellamento di strutture terroristiche di Hamas“, coordinato con raid aerei in tutto il territorio di guerra.

Inoltre, è stato specificato dall’Idf che le truppe israeliane starebbero avanzando nel quartiere di al-Jneina a Rafah, con l’obiettivo di costruire una zona cuscinetto lungo i confini della Striscia. L’operazione di terra, quindi, segue le decine di raid aerei contro quelle che Israele ha definito “infrastrutture di Hamas e della Jihad islamica palestinese“. Sembrerebbe che siano stati colpiti depositi di armi, lanciatori di razzi ed edifici che sarebbero stati utilizzati dal gruppo terroristico palestinese.

Dalla ripresa delle ostilità, nella notte tra il 17 e il 18 marzo sarebbero 921 le persone sono rimaste uccise e 2.054 ferite, come reso noto dal ministero della Sanità e riportato dall’emittente al Jazeera. Una strage che sembra quindi destinata ad aggravarsi ulteriormente.

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