Ucraina, un anno di guerra: parola agli esperti

La conferenza per l’anniversario dell’arrivo delle forze russe in Ucraina: “Ucraina, un anno dopo”. Parlano gli esperti

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Alla Luiss è stata organizzata, per l’anniversario dell’inizio della guerra russo-ucraina, la conferenza “Ucraina, un anno dopo”. Ad intervenire si sono susseguiti numerosi esperti e professori che hanno presentato una panoramica nazionale ed internazionale del conflitto.

Marchetti: tra giochi politici e scenari futuri

Il professor Raffaele Marchetti, prorettore all’internazionalizzazione Luiss è intervenuto in merito allo scenario geopolitico. “Stiamo rivedendo una divisione che spacca l’UE come durante la guerra fredda e il riconsolidamento delle alleanze occidentali. C’è una larga maggioranza che condanna l’invasione ma c’è anche qualche paese che si astiene. Un mondo spaccato anche sul tema” ha affermato.

Sulle prospettive future il professore risponde: “Lo scenario più ovvio è quello del prolungamento della guerra che porta al dissanguamento dell’Ucraina, ma anche della Russia. Ciò è drammatico. Un secondo scenario possibile consiste nel cambio di regime, ma lo vedo improbabile. Un’ultima previsione invece, potrebbe essere quella legata al tema dell’escalation mondiale che poi renderebbe il conflitto ancora più gravoso in termini di drammaticità.

Il punto di vista dall’Italia

“Le sanzioni alla Russia hanno avuto impatto sulla loro economia. Inoltre, per l’Italia vi è l’opportunità di trasformare il Paese nell’hub energetico europeo poiché non c’è alternativa. La nazione si ritrova al centro e con significative occasioni di diventare player strategico importante per tutta l’Unione”. Questo è stato il pensiero del direttore del corso Practice, Director of Mediterranean Platform at School of Government.

La testimonianza di Stefania Battistini

Questa mattina, collegata direttamente dall’Ucraina, è intervenuta l’inviata Rai per il TG1, Stefania Battistini. La sua testimonianza ha giocato un ruolo fondamentale per la comprensione delle dinamiche nei territori colpiti dalle milizie russe.

“Il 24 febbraio eravamo già in Ucraina. Un anno di guerra che non ci aspettavamo, eravamo senza giubbotto antiproiettile e nessuno di noi ha mai realmente pensato che Putin avrebbe puntato sulla capitale. A fine marzo entravo con i colleghi a Irpin – già sotto assedio da un mese – e tutto ciò che vedevamo erano dei sacchi neri di cadaveri civili colpiti dalle milizie. Nella prima fase della guerra è stato subito chiaro come i cittadini ucraini siano stati presi di mira, così come i magazzini di logistica alimentare. L’obiettivo, infatti, era di sfiancare la popolazione” ha poi aggiunto.

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