Gaza, ancora bombe sulla Striscia: raid sull’ospedale di Nasser uccide capo di Hamas

Si tratta di Ismail Barhoum, un membro dell'ufficio politico di Hamas e responsabile degli affari finanziari del gruppo, ucciso nell'ospedale di Nasser, dove si trovava ricoverato a seguito di un raid aereo che lo aveva visto protagonista. I medici hanno confermato che nell'attacco sono rimaste coinvolte altre persone e che per il momento parte della struttura è inagibile

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Dopo la ripresa delle ostilità tra Israele e Hamas, con la rottura definitiva della tregua lo scorso 18 marzo, le vittime del conflitto sono arrivate a 50mila. Un numero impressionante, soprattutto se si considera che i bombardamenti a Gaza sono iniziati nell’ottobre del 2023. Israele, forte del sostegno americano, è intenzionata a portare avanti il suo progetto e ormai a non fermarsi finché non lo avrà portato a compimento, eliminando interamente Hamas dalla Striscia di Gaza.

Giorno dopo giorno, quindi, missili, droni e bombe colpiscono il territorio palestinese, uccidendo membri del gruppo terroristico ma anche civili, compresi bambini. Nella notte, dopo un brutale attacco all’ospedale Nasser nella città di Khan Yunis, Hamas ha annunciato la morte di Ismail Barhoum, ovvero un membro dell’ufficio politico di Hamas e responsabile degli affari finanziari del gruppo. Il suo decesso è arrivato a poche ora da quello di Salah al-Bardawil, ucciso ieri insieme alla moglie e ad altre 17 persone in un raid sempre a Khan Yunis.

Intanto, continuano le tensioni anche sul fronte dello Yemen, dove gli Houthi continuano le loro offensive contro Israele. Un attacco degli Stati Uniti ha provocato la morte di un funzionario del gruppo armato di altissimo livello, ucciso durante gli attacchi aerei a Sanaa, come riportato dall’emittente saudita Al Hadath. Anche i media israeliani hanno poi rilanciato la notizia. Al momento non sono stati rilasciati dati sul funzionario ucciso.

Gaza, il raid sull’ospedale di Nasser

La morte di Barhoum è stata confermata da una dichiarazione di Hamas, in cui si legge che l’uomo si trovava ricoverato in ospedale per riprendersi da alcune ferite provocate da un attacco aereo di quattro giorni. Israele ha commentato la notizia, confermando l’uccisione, e precisando che l’operazione si è svolta a seguito di “un’ampia attività di raccolta informazioni” e che per limitare i danni nell’ospedale sarebbero state utilizzate munizioni di precisione.

Il ministero della Salute guidato da Hamas ha affermato che “molte altre persone“, tra cui alcune del personale medico, sono rimaste ferite nell’attacco. Il reparto dell’ospedale colpito è stato evacuato dopo che una gran parte è andata distrutta, ha continuato il ministero, aggiungendo che al momento la struttura sanitaria è in parte fuori servizio a causa dei danni. Inoltre, secondo fonti mediche di Gaza, sembrerebbe che 16 persone abbiano perso la vita durante gli attacchi aerei israeliani nella Striscia. A questi si aggiungono le due vittime del campo profughi di Nuseirat, divenuto protagonista di un raid.

Gaza, la ripresa del conflitto

Lo scorso 18 marzo, quindi, il conflitto tra Israele e Hamas è ricominciato. Le due parti in gioco sostengono motivazioni ben diverse che dovrebbero sottostare alla ripresa delle violenze. Da un lato, lo Stato ebraico sostiene che l’organizzazione terroristica avrebbe rifiutato il piano americano di estendere il cessate il fuoco e liberare gli ostaggi israeliani e per questo avrebbe infranto la tregua; dall’altro, Hamas sostiene che Israele si sia rifiutata di seguire gli accordi precedentemente raggiunti e di negoziare una fine definitiva della guerra e il ritiro delle truppe dalla Striscia.

L’unico dato certo, al momento, è che dalla ripresa delle ostilità circa 673 persone hanno perso la vita. Nella notte, quindi, si è verificato uno degli attacchi più brutali, che ha visto protagonista proprio uno degli ospedali della città. L’Idf (forze di difesa israeliane) hanno rivendicato l’attacco, sottolineando che il suo scopo era proprio quello di uccidere “terrorista chiave” di Hamas.

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Intanto, nella Striscia continuano a mancare elettricità ed acqua, nonostante l’allarme delle agenzie internazionali per la catastrofe umanitaria che vivono i milioni di civili palestinesi. L’obiettivo di Netanyahu resta quello di costringere Hamas a cedere, liberando gli ultimi 58 ostaggi, vivi e morti, ancora in mano ai miliziani. L’Occidente nutre grandi speranze per la visita dell’Alto rappresentate per la politica estera Ue, Kaja Kallas, che domani visiterà Israele e chiederà “un immediato ritorno alla piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi“.

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