Record della ripresa del turismo da 21 miliardi di euro

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Il nostro Paese si colloca sul podio della classifica delle Nazioni europee toccate dai flussi di turismo internazionali, per una crescita rispetto al 2020 del 22,7% e una voglia di muoversi sempre più volta all’ecosostenibilità

Il nostro Bel Paese tocca il podio della classifica delle Nazioni maggiormente interessate dai flussi turistici intercontinentali in Europa. L’Italia riprende vigore: si stima che circa il 9% delle persone intervistate stia pianificando un viaggio nel nostro Paese nei prossimi sei mesi. 

In cima alla classifica dell’interesse dei turisti extraeuropei si colloca la Francia, con l’11% delle preferenze, seguita dalla Spagna, la quale si piazza a parimerito con l’Italia. Le elaborazioni sono state raccolte da Enit sulla base dei sondaggi di Istat, l’Organizzazione Mondiale del Turismo – Unwto – e la Banca d’Italia e presentati alla fiera di Milano, in occasione del lancio della Borsa Internazionale del Turismo.

I dati evidenziano che il numero più consistente di turisti provenienti da fuori i confini europei sono di nazionalità statunitense, la cui presenza nel Vecchio Continente tocca livelli record, quasi vicini a quelli precedenti alla pandemia. Nei prossimi sei mesi, per la stagione invernale, per l’Europa intera ci si aspetta la presenza di circa 70% di turisti fuori continente che, attualmente, stanno pianificando tutti i dettagli del loro prossimo viaggio. 

Un mercato saturo

I dati presentati a Milano mettono in luce sempre più la saturazione del mercato turistico italiano. Secondo Enit, a novembre il nostro Paese ha raggiunto il più alto tasso di prenotazioni effettuate  tramite agenzie di viaggio online, collocandosi al primo posto rispetto alle altre Nazioni. 

Il 39% delle strutture non alberghiere è pieno. A livello di flussi intercontinentali, l’Italia vede un aumento del 65% rispetto agli anni precedenti. Una ripresa d’impatto, nata già nelle ultime settimane della primavera ma che fa senz’altro prendere un’immensa boccata d’aria a un settore messo in ginocchio da due anni di pandemia

La risalita: il gap col 2019 si restringe

L’accelerazione dei flussi turistici, secondo le stime di Unwto, sta raggiungendo i livelli precedenti al periodo della pandemia. Complici in questo nuovo scenario gli allentamenti delle restrizioni dovute al Covid in tutti i Paesi del mondo. 

Abbiamo raggiunto il 65% dei flussi turistici del 2019. La risalita è evidente anche mettendo a confronto le percentuali mensili: se a gennaio i flussi internazionali rispetto ai livelli pre pandemia erano più bassi del 64%, a novembre il gap si è ristretto fino al 27%. 

A livello assoluto, nei primi nove mesi del 2022, l’Europa ha accolto circa 447 milioni di arrivi internazionali, pari al 68% del totale mondiale: un dato che, rispetto agli scenari disastrosi dello stesso anno, è più che raddoppiato (+126%). 

Solo il terzo trimestre, corrispondente alla stagione estiva, raggiunge performance brillanti, con il 90% dei flussi del 2019. Se a livello quantitativo, la pandemia ci ha restituito la voglia di viaggiare, a livello qualitativo cambia la mentalità con cui prepariamo le valigie

Il Sustainable Travel Report 2022, promosso da Booking, dopo aver intervistato circa 30mila turisti in 32 Paesi, sottolinea come alla base della scelta di viaggio ci sia rispettare opzioni più consapevoli, ecosostenibili e rispettose durante tutta la permanenza

Il 93% degli italiani, infatti, nel pianificare i dettagli di un viaggio considera importante farlo in modo sostenibile. Diverse tendenze, ma tutte con un comune denominatore: l’esperienza turistica serve a riprendersi d’animo e sentirsi bene a 360 gradi. 

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