Nell’ultimo quinquennio sono aumentati i prezzi di case e appartamenti di recente costruzione. Ma gli italiani guardano anche all’efficienza energetica
Il mercato immobiliare italiano scalpita con prezzi sempre più alle stelle: è questa la stima fornita da Immobiliare.it, portale leader nella compravendita di abitazioni, che fornisce un quadro dettagliato. Ogni metro quadro di casa costa circa 300 euro in più rispetto a 5 anni fa: ogni acquirente arriva oggi a pagare di media ben 2.652 euro/mq.
Il mercato fondiario vive in questo periodo un profondo momento di innovazione: il 7% delle case presenti nello stock è di recente costruzione. Ma quali sono i fattori decisivi per l’acquisto di una casa che fanno salire in impennata i costi?
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Un primo elemento è il risparmio energetico, che ben prima che l’aumento delle bollette fosse un problema, era decisivo per chi cercava un immobile. Delle nuove costruzioni in atto dal 2017 oltre i due terzi di esse (71%) è costruito rispettando i parametri ecologici, con classe A o superiore.
La ricerca di una dimora che rispetti i canoni energetici non è, tuttavia, solo una questione di impatto ambientale, ma anche finanziaria. Spiega Carlo Giordano, Board Member di Immobiliare.it, che “l’elevata efficienza oltre a garantire un risparmio in termini di utenze, è anche molto più appetibile per il portafoglio immobiliare di banche e istituti di credito, quindi una scelta in questo senso da parte dell’acquirente faciliterà l’accesso al mutuo”.
Meno metri quadri, ma sfruttati meglio
L’analisi delle recenti costruzioni immobiliari italiane fornisce anche un quadro più chiaro sulle grandezze e gli spazi. Un primo dato è la percentuale di metri quadrati calpestabili nelle abitazioni, sempre più in ribasso, da 133 a 117, il 12% in meno. Si costruiscono, quindi, case sempre più piccole, in linea con la contrazione dei nuclei familiari.
Di riflesso, tuttavia, una grande attenzione da parte degli acquirenti è data agli spazi esterni, come giardini, balconi o terrazze, rivalutate di gran lunga, specie dopo la pandemia. È in crescita nell’ultimo anno la percentuale di immobili nuovi che gode di questo importante plus, vicina al 40% e in aumento di 10 punti percentuali rispetto al 2017.
Sottolinea Giordano che la gran parte dei progetti che oggi si vanno a valutare nella compravendita sono in realtà anteriori al 2020, in un momento in cui il Covid era lontano da qualsiasi mente: segnale di una mentalità che era già in cambiamento e che la pandemia non ha fatto altro che accentuare.
Il valore delle superfici esterne si avvicina lentamente a quello delle interne, segno che un balcone o un terrazzo non sono più considerati degli extra ma devi veri e propri ambienti fondamentali per l’acquisto di una casa. Attenzione anche ai box auto, presenti in oltre la metà delle nuove costruzioni ma la cui richiesta ha subito dal 2017 un forte decremento.
L’impennata delle città: l’esempio milanese
Il mercato immobiliare italiano aumenta i suoi prezzi soprattutto nella grandi città, di enorme attrattiva lavorativa. I prezzi delle metropoli italiane, come Roma o Milano, non frenano. Il Board Member di Immobiliare.it parla proprio del capoluogo lombardo come il centro più in fermento del Paese.
“Dei 130 cantieri in commercializzazione, il 70% è stato già venduto sulla carta. Un interesse che non accenna a scemare, nonostante i costi più alti al metro quadro”, ammette Carlo Giordano. Negli scenari futuri il vertiginoso aumento dei costi immobiliari milanesi potrebbe essere visto dalla nuova sensibilità degli acquirenti come un investimento facilmente ammortizzabile dai fattori di ritorno, come i costi in bolletta diminuiti dall’efficienza energetica delle nuove costruzioni.
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