Dazi, quali sono i prossimi passi dell’Ue: dal voto dei ministri del Commercio fino alla lista di “controdazi”

L'Unione europea si appresta a decidere in che modo rispondere ai gravosi dazi di Donald Trump, che colpiranno sia il settore del'automotive sia quello dell'agroalimentare. Il prossimo 7 aprile si riuniranno a Lussemburgo i ministri del Commercio per fare un punto della situazione, prima del voto sulla lista di prodotti individuati dall'Unione per mettere in difficoltà gli Usa

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La strategia economica di Donald Trump sembra ormai chiara: colpire con i dazi i Paesi più forti a livello di export per garantire alla produttività interna degli Usa una domanda più alta da parte dei compratori e la possibilità di rinforzare la competitività delle industrie del Paese. Un piano che sembrerebbe avere alcune falle, in particolare per quanto riguardai rapporti economici con i Paesi alleati e anche per quanto riguarda la risposta dei mercati, che in questi giorni sono soggetti a fluttuazioni tutt’altro che positive.

Il Tycoon, però, mantiene una atteggiamento speranzoso e si dice convinto che questo primo periodo di difficoltà sia in realtà destinato a tramutarsi ben presto in un momento florido e positivo per l’economia statunitense. Mentre il presidente Usa si gode il risultato delle sue scelte, dall’altra parte dell’oceano l’Unione europea si trova a fare i conti con misure piuttosto svantaggiose, a cui sembra necessario trovare una soluzione al più presto.

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Quali sono, dunque, i prossimi passi che l’Ue è pronta a compiere? Al momento la situazione non sembra delineata in modo chiaro, anche a causa delle difficoltà che la comunità europea sta incontrando per trovare una soluzione unitaria che accontenti tutti e 27 i Paesi membri. Oggi, il Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha sottolineato che “la situazione non è così catastrofica come viene raccontata” e che l’Ue è al lavoro per cercare soluzioni, che però dovranno essere meno dure di quelle messe in atto da Donald Trump.

La risposta di Von der Leyen ai dazi Usa

La Presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, a seguito dell’annuncio dei dazi del 20% sui prodotti europei esportati negli Usa, ha sostenuto nuovamente una linea improntata sul dialogo, per evitare che la situazione possa diventare più grave di quanto non lo sia al momento. I negoziati tra Usa ed Europa potrebbero quindi divenire fondamentali per la gestione della crisi economia attuale e per evitare che le decisioni del Tycoon diano inizio ad una vera e propria crisi commerciale.

La forza dell’Ue è nella sua unità“, ha poi sostenuto a leader tedesca, chiarendo quindi che la risposta ai dazi americani deve giungere dall’Ue nella sua totalità e non da ogni singolo Stato membro in maniera individuale. Nel caso in cui, comunque, la strategia del dialogo non dovesse dare i frutti sperati, Von der Leyen ha sostenuto che l‘Unione europea sarebbe “pronta a rispondere“. Ma in che modo?

La road map europea per la risposta ai dazi Usa

Secondo quanto si apprende, la strategia europea si starebbe espandendo verso due direzioni diverse. Da un lato c’è la risposta sui dazi imposti su alluminio e acciaio, dall’altro c’è quella alle tariffe aumentate sulle auto e sui dazi reciproci. Entrambe le questioni saranno affrontate il prossimo 7 aprile dai ministri del Commercio dell’Ue che si riuniranno a Lussemburgo per fare un primo punto della situazioni.

A due giorni di distanza, il 9 aprile, è invece previsto il voto del governo europeo sulle liste di contromisure. All’interno di queste saranno inserite sia le misure di riequilibrio sospese per gli anni 2018 e 2020, che dovrebbero entrare in vigore il 15 aprile, sia nuovi pacchetti di misure, che saranno attivi a partire dal 15 maggio. Nel primo caso si tratta di misure congelate dal valore di 4,5 miliardi di euro, che colpiscono prodotti vari che vanno dal bourbon alle motociclette.

Le nuove misure, invece, ha un valore di 18 miliardi di euro e comprendono un mix di prodotti industriali e agricoli, come elettrodomestici, utensili perla casa, tessuti, pelletteria ma anche pollame, carne di manzo, zucchero, verdure, latticini e anche uova.

Per quanto riguarda il voto, le cui scadenze potrebbero slittare a seconda delle difficoltà incontrare dai ministri, il regolamento prevede che per l’approvazione diretta dei contro dazi sia necessaria la maggioranza qualificata del Consiglio, ovvero 15 Paesi su 27. Nel caso in cui questo numero non venga raggiunto allora la decisione spetterà direttamente alla Commissione europea.

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