I dazi ghigliottinano le Borse, ma Trump resta speranzoso: “Risaliranno, i mercati Usa avranno un boom”

I dazi lanciati da Trump si abbattono come una tempesta sui mercati. In fumo 2.000 miliardi. In questa prima seduta, le Borse europee bruciano 422 miliardi in un solo giorno. Giovedì nero per i titoli tecnologici e bancari. Volano oro e euro, scivola il dollaro

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I dazi introdotti da Donald Trump si abbattono come una mannaia sui mercati con le Borse europee deboli in chiusura. Da Parigi -3,31% a 7.598 punti e Francoforte il 3,01% a 21.717 punti. Più soft Londra -1,55% a 8.474 punti) e Madrid -1,08% a 13.192 punti.

E così, mentre si annuncia la “liberazione dell’America“, la Borsa di Milano chiude in profondo rosso, la peggiore tra le borse europee, lasciando per strada il 3,6% di Ftse Mib a quota 37.070 punti, ai minimi da gennaio. Crolla Tenaris per l’effetto dei dazi sull’acciaio, che arretra del 9,85% a 1,945 euro per azione. E Saipem che cede il 9,02%. Tra i tecnologici Stm scivola a -8,32%. Nell’automotive Stellantis in calo dell’8,06%.

Sui mercati pesano le incertezze e i timori scaturiti dalla possibile guerra dei dazi prolungata e di una recessione globale, scatenata dalle tariffe reciproche volute dal presidente Donald Trump a oltre 180 Paesi e territori. Il presidente Usa, però, non ha dubbi che questo sia solo uno scossone momentaneo. Incalzato dai giornalisti sulle conseguenze che le sue scelte stanno avendo sulle borse mondiali, il Tycoon ha sostenuto che queste presto “risaliranno“.

Il risultato più importante, però, sarà ottenuto ovviamente dagli Stati Uniti. “Guadagneremo sei o settemila miliardi di dollari, i mercati avranno un boom, il Paese avrà un boom“, ha sostenuto The Donald chiarendo che ora il resto del mondo starebbe cercando un accordo con gli Usa, “dopo essersi approfittato di noi per molti, molti anni“.

Il crollo delle borse mondiali dopo i dazi di Trump

Il crollo del greggio con Wti -7% a 66,67 dollari al barile e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%). Sotto pressione anche il comparto dell’energia con Bp (-5,52%), Shell (-4,57%), Eni (-4,3%) e TotalEnergies (-4,02%), a seguito anche di scorte inaspettatamente salite di oltre 6,15 milioni di barili.

Minacciati anche il gas che sulla piazza di Amsterdam si perde il 5,88% a 38,84 euro al MWh per le consegne di maggio. Sotto pressione il dollaro, sceso a quota 0,9 euro e 0,765 sterline, con un calo rispettivamente del 2 e dell’1,1%, mentre l’oro inverte la rotta e cede lo 0,78% a 3.071,42 dollari al barile. Lo spettro della recessione generato dalle tariffe doganali Usa colpisce i bancari con Bpm -5,59%, Mediobanca -5,23%, Mps -3,76%, Unicredit -6,96%, Intesa -6,96%.

Per quanto riguarda il settore del lusso, le difficoltà si fanno sentire. Nike perde 13% scendendo ai minimi dal 2017, mentre, Apple per l’8,5% e brucia 255 miliardi di dollari di valore. Puma cala del -12%, Pandora del -11,34%, Adidas (-9,55%), Burberry (-8,07%), Swatch (-6,95%) e Richemont (-6,12%), insieme a Cucinelli -7,65%, Moncler -3,97% e Ferragamo (-4,78%). Tra questi, l’automotive risulta debole con Pirelli -2,68%, Prysmian -6,28%, Iveco -4,88%, Renault al -2,89%, più caute invece Ferrari con un -2% e Porsche -1,57%, che secondo gli analisti risentiranno meno dei nuovi dazi.

Dazi, la situazione di Stellantis

Proprio nel caso di Stellantis, giovedì chiuderà la fabbrica Chrysler nella città canadese di Windsor per due settimane affinché possa avere il tempo di adeguarsi alle elevate tariffe sulle auto imposte dagli Stati Uniti. Notizia del sindacato locale Unifor che è stata confermata dalla stessa Stellantis. Si tratta di una delle tre fabbriche che la holding multinazionale con sede nei Paesi Bassi, ha in Canada, dove si produce il minivan Chrysler Pacifica e la Dodge Charger elettrica.

È una delle azioni che dobbiamo intraprendere immediatamente per adeguare la produzione“, spiega un portavoce dell’azienda. Stellantis difatti continua a valutare gli effetti delle tariffe statunitensi annunciate sui veicoli importati, e stando a quanto affermato dall’azienda, continuerà a collaborare con l’amministrazione statunitense su questi cambiamenti di politica.

Casa Bianca a Wall Street: “Fidatevi di Trump”

Il Tycoon però resta calmo e “a Wall Street diciamo: fidatevi di Donald Trump“, come ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Nel corso di un’intervista rilasciata alla Cnn, Leavitt commenta il crollo dei mercati dopo l’annuncio dei dazi americani, aggiungendo che “questo è l’inizio dell’età dell’oro” e gli Stati Uniti “non saranno più fregati dalle altre nazioni“.

I dazi sono “necessari” per “raddrizzare gli squilibri commerciali ma ci vorrà del tempo per vedere i loro effetti“, spiega il vicepresidente, JD Vance in un’intervista a Fox. Senza nascondere che gli americani potrebbero potenzialmente pagare gli effetti delle tariffe nel breve termine, Vance ha difeso l’azione del governo ribadendo la necessità di “un grande cambiamento“, in quanto non si può continuare “a seguire la strada globalista di Biden“, predecessore di Trump.

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