“I dazi sono veleni che fanno male e portano all’autoavvelenamento”. Parola di Renato Brunetta, presidente del Cnel, che ai microfoni di Radio Radicale ha commentato con toni accesi le nuove minacce protezionistiche targate Donald Trump, il quale – a quanto pare – riesce sempre a generare più incertezza di un algoritmo impazzito.
Brunetta non le manda a dire: “L’atteggiamento del presidente degli Stati Uniti – che ormai sembra giocare a poker con l’economia mondiale – genera incertezza, e questo ha un costo immediato per il sistema economico”. E rincara la dose: “Trump è un grande produttore di incertezza, e sono sconcertato che lui e il suo staff assumano posizioni così autolesionistiche. Alla fine, però, il giudizio spetta ai mercati. E quando giudicano male… sono dolori”.
Leggi Anche
Nel suo intervento, Brunetta sottolinea l’importanza della fiducia, del consenso e della stabilità nelle relazioni internazionali, tre concetti che sembrano sempre più fuori moda nei botta e risposta tra le grandi potenze.
E se da un lato ammonisce sugli effetti negativi dei dazi, dall’altro invita a non cadere nella trappola dei “controdazi”: “Sono un gioco a somma negativa. Ma una risposta serve, e deve arrivare dall’Europa, non dai singoli Stati. La teoria dei giochi ci insegna che le risposte cooperative sono sempre più efficienti di quelle egoistiche e individuali”.
In sostanza, Brunetta invita l’Europa a non rispondere con la stessa moneta, ma a giocarsi bene le proprie carte diplomatiche. Con un occhio ai mercati e l’altro a Washington, aspettando di capire se dietro l’ennesimo annuncio roboante si nasconda un nuovo cambio di rotta o solo l’ennesimo bluff.
© Riproduzione riservata