A Roma è comparsa una scritta offensiva nei confronti di Carlo Calenda. A denunciare il grave episodio è stato lo stesso leader di Azione che lo ha fatto presente sui propri canali social. Pronta la reazione del partito con i vertici politici ad esprimere massima solidarietà al segretario.
Calenda: “Non ho la scorta, può venire a dirmi in faccia ciò che pensa”
“Calenda infame”, questa la scritta che è comparsa nella notte tra sabato e domenica di fronte alla scuola del figlio dell’ex ministro dello sviluppo economico. A rendere partecipi del grave episodio di intimidazione è stato lo stesso Carlo Calenda che sui canali social ha voluto rispondere.
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“Vorrei segnalare all’infame vigliacco – ha scritto il leader di Azione – che io lavoro a corso Vittorio Emanuele II, 21″. E ha aggiunto: “Non ho la scorta e può serenamente venire a dirmi in faccia ciò che pensa”.
Roma, massima solidarietà da parte di Azione
Dopo il grave fatto avvenuto a Roma, arriva immediata la vicinanza a Calenda da parte degli esponenti politici del suo stesso partito. Tra questi Alessio D’Amato, consigliere regionale e segretario romano di Azione, che “esprime la solidarietà a nome della comunità romana” e rassicura che “non fermeremo certo l’impegno per un’Europa libera e forte”.
Dure parole arrivano da Matteo Richetti, capogruppo alla Camera, che esprime la massima condanna “a quei vigliacchi che hanno insultato e infangato Carlo Calenda”. Il deputato ha inoltre ricordato che il coraggio del leader di Azione “non sarà fermato”. Sulla vicenda si è espresso anche Ettore Rosato, vicesegretario, che ha definitivo “vili e codardi” coloro che hanno apposto una scritta così offensiva. “So che Carlo non si lascerà intimidire e con lui non si fermerà il nostro impegno” ha voluto aggiungere la vicepresidente Elena Bonetti.
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