Strage di Piazza della Loggia, Toffaloni condannato a 30 anni: “Nascose la bomba nel cestino”

Marco Toffaloni, all'epoca dei fatti 17enne, è ad oggi residente in Svizzera e, secondo quanto riporta Agi, non dovrebbe scontare la condanna, in quanto il Paese elvetico ritiene i reati prescritti e non è intenzionato a concedere l'estradizione

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Dopo quasi otto ore di camera di consiglio, il Tribunale dei minori di Brescia ha decretato la condanna a 30 anni di carcere per Marco Toffaloni, ritenuto dai giudici uno degli esecutori della strage di piazza della Loggia, che provocò la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102 il 28 maggio 1974. L’imputato della sentenza di primo grado ha oggi 67 anni, mentre all’epoca di fatti ne aveva solo 17, e non era presente in Aula al momento della sentenza, come non è mai stato presente durante l’intero svolgimento del processo.

Secondo i pubblici ministeri, Toffaloni sarebbe stato “l’esecutore materiale” della strage, in quanto avrebbe messo la bomba nel cestino insieme a Roberto Zorzi, militante di Ordine Nuovo, imputato in un processo in corso davanti alla Corte d’Assise. Toffaloni è ad oggi residente in Svizzera e, secondo quanto riporta Agi, non dovrebbe scontare la condanna, in quanto il Paese elvetico ritiene i reati prescritti e non è intenzionato a concedere l’estradizione.

La difesa dell’imputato avrebbe invece chiesto la sua assoluzione in quanto non coinvolto nei fatti contestati o, in subordine, l’assoluzione per incapacità di intendere e di volere in quanto, all’epoca dei fatti, “non avrebbe avuto la maturità di comprendere il disvalore sociale della partecipazione alle riunioni organizzate dalla forza dell’ordine“. Sempre in subordine, la difesa avrebbe chiesto che gli venisse inflitto il minimo della pena con la concessione delle attenuanti generiche della minore età e “del particolare contesto politico nel quale l’imputato era stato strumentalizzato proprio dagli appartenenti alle forze dell’ordine che avrebbero dovuto essergli d’esempio“.

La strage di piazza della Loggia: cosa successe

I fatti contestati a Toffaloni fanno riferimento a quanto avvenuto alle 10:02 del 28 maggio 1974, quando a Brescia esplose un ordigno in piazza della Loggia, nel corso di una manifestazione promossa dal Comitato permanente antifascista in contemporanea con lo sciopero generale indetto dai sindacati. L’ordigno era nascosto in un cestino dei rifiuti e conteneva all’incirca un chilogrammo di esplosivo. La deflagrazione avvenne a pochi minuti dall’inizio del discorso del del sindacalista della Cisl  Franco Castrezzati, presente sul palco della piazza.

Da quel momento si susseguono 17 processi, oltre ai due attuali. I condannati in via definitiva all’ergastolo sono Maurizio Tramonte, considerato dai giudici un ex  infiltrato dei servizi segreti e membro di Ordine Nuovo, e Carlo Maria Maggi, morto il 26 dicembre 2018, ritenuto il  ‘regista’ dell’attentato e capo di Ordine Nuovo nel Triveneto.

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