Un importante colpo è stato inferto alla pedopornografia. La Polizia di Stato ha infatti condotto un’imponente operazione a livello nazionale contro lo sfruttamento sessuale dei minori online. Secondo quanto emerso, sarebbero 15 le persone indagate, tra cui risultano differenti figure professionali di età compresa tra 22 e 67 anni, e 4 gli arresti per detenzione di materiale pedopornografico. Inoltre, sono stati posti sotto sequestro numerosi Wallet di criptovalute e dispositivi informatici.
Smantellata Wikipedo, enciclopedia dedita alla diffusione di materiale pedopornografico
Nel corso dell’indagine del contrasto alla pedopornografia, sarebbe stata accertata l’esistenza di una pagina nel dark web denominata “Wikipedo”. Il sito, parodia illegale della nota enciclopedia online, era un vero e proprio elenco di diffusione di materiale illecito e conteneva anche un “manuale di istruzioni per il pedofilo”.
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L’operazione, denominata “Stream”, della Polizia di Stato ha visto il coordinamento dei diversi Centri Operativi Sicurezza Cibernetica nel territorio nazionale. Grazie a questa collaborazione diffusa, sono stati eseguiti ingenti provvedimenti di perquisizione personale locale e di tipo informatico. Il tutto è stato eseguito sotto il controllo della IV Sezione della Procura di Napoli.
Pedopornografia, tramite un’operazione internazionale scoperta un’altra piattaforma del dark web
Nell’ambito di una più ampia operazione di contrasto alla pedopornografia, coordinata dall’Europol, è stata fondamentale la collaborazione con la Polizia tedesca che ha permesso di individuare un’altra piattaforma nel dark web. Quest’ultima prende il nome di “KidFlix”, parodia illegale di Netflix, ed era usata dagli utenti per la riproduzione on demand di materiale pedopornografico raggruppati per categorie. Solo nella giornata di ieri la Procura e la Polizia di Baviera hanno effettuato 79 arresti.
Secondo quanto si apprende, Kidflix è stata creata nel 2021 e tra l’aprile del 2022 e il marzo del 2025 ha registrato 1,8 milioni di utenti in tutto il mondo. In totale, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero 91mila video caricati e in media venivano aggiunti 3,5 nuovi video ogni ora. Gli utenti, inoltre, potevano ottenere token, tipo di criptovaluta, caricando nuovi video e i contenuti erano disponibili in diverse qualità sbloccatili tramite pagamento.
Secondo quanto emerso, l’operazione ha potuto funzionare grazie alla cooperazione transfrontaliera nel contrasto della criminalità organizzata, terrorismo e cybercrime. Inoltre, l’indagine ha visto la partecipazione di 35 paesi, tra cui figurano Italia, Germania e Stati Uniti, e l’identificazione di 1400 sospettati.
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