Paolo Guzzanti: “Mi sono rimasti 14 euro in tasca per essere andato contro Putin”

5 Min di lettura

Ieri si pensava a un pesce d’aprile, oggi sembra tutto più reale. Paolo Guzzanti, ex senatore e firma autorevole di Repubblica, Stampa e il Giornale, ha dichiarato di aver chiesto agli amici un aiuto economico per superare alcune difficoltà: il divorzio, quattro interventi subiti per un’importante insufficienza renale e le tasse. Per questi motivi, della sua pensione di 8mila euro gli rimane circa un terzo.

Un pensionato “privilegiato”, così lo definisce il Corriere della Sera, molto probabilmente perché le sue specifiche difficoltà risultano complicate non tanto da comprendere quanto da accettare e validare. Eppure ciò che mette sul tavolo sono alcuni dei problemi reali della popolazione.

Paolo Guzzanti e l’aiuto degli amici: raccoglie 5mila euro in un giorno

Dalle interviste rilasciate a Corriere della Sera, Repubblica e il Giornale, il ritratto di Paolo Guzzanti sembra tratteggiare a spesse pennellate “Il vecchio che soffre” di Van Gogh, il quadro in cui un signore seduto, chinato in avanti che si copre il viso con i pugni. “Mi sono ritrovato con 14 euro in tasca. Tutto questo mi ha impedito di pagare le tasse e che sono diventate ancora più esose”. Nonostante siano state spalmate in rate, non riesce più a pagarle regolarmente.

Per Paolo Guzzanti la richiesta “è stato un gesto necessario, ma umiliante“. Il messaggio mandato agli amici era questo: “Cari amici, mi trovo in un momento di difficoltà sia per quanto riguarda la mia salute sia rispetto ai debiti con il Fisco. Vi chiedo un piccolo contributo che mi impegno a restituire con la quattordicesima di giugno. Mi scuso con tutti, specie con chi si potrebbe irritare. Un saluto affettuoso, Paolo”.

Fortunato ad avere amici con i soldi, penseranno i più, dato che “a tutti ho spiegato che restituirò il prestito a giugno, quando prendo la quattordicesima, ma loro dicono: no, no, non vogliamo niente. È un regalo” continua Guzzanti “Sara Manfuso mi ha consigliato di rendere nota la cosa, capisco sia sorprendente che una persona immaginata come benestante si ritrovi in questa situazione”.

Le difficoltà di Paolo Guzzanti

Problemi di salute, dovuti a una grave insufficienza renale, per cui si è dovuto sottoporre a quattro interventi coperti solo in parte dalla Casagit, la cassa di assistenza sanitaria dei giornalisti italiani. Le operazioni gli sono costate tra gli 8mile a i 10mila euro.

E il sistema sanitario nazionale? “Mi avrebbero operato dopo morto. La sanità pubblica purtroppo è stata depotenziata, ha carenze di medici e macchinari, le liste d’attesa sono lunghissime”. Basti considerare che il primo appuntamento disponibile gli era stato fissato nel 2026. Si è aggiunta nel tempo anche una lieve forma di depressione ad appesantirgli la vita quotidiana.

Il divorzio, dopo il secondo matrimonio con Gill Falcigno, pesa nelle tasche di Guzzanti. “Il punto è che sono ridotto in queste condizioni perché un divorzio non può durare 5 anni, dovrebbe durare 6 mesi“. L’ex moglie, da quanto riportato da Paolo Guzzanti, pretenderebbe 5.300 euro al mese, “come se fossi ancora a Palazzo Madama”.

Un Fisco che non è amico degli italiani ma che “ti tratta come un debitore“. Secondo Paolo Guzzanti Paesi come la Germania aiutano le persone, offrono un dialogo, ma soprattutto non incarnano la figura dell’aguzzino. Sotto questo punto di vista preferisce gli Stati Uniti, dove il motto “no taxation without representation” è alla base di un sistema dove il cittadino è in una stanza dei bottoni e controlla come vengono spesi i suoi soldi.

Eppure l’ultima pennellata non sembra trascurabile. Paolo Guzzanti sostiene di essere in difficoltà anche per essere stato una delle poche voci che dal 2008 si è schierato contro le strategie espansionistiche del Cremlino di Putin. “Non essere allineato con la politica estera italiana mi è costato l’esclusione dal Senato e la relativa indennità”.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo