Gran Sasso, trovati i corpi senza vita dei due alpinisti: morti assiderati

La notizia non è stata data immediatamente per permettere alle famiglie delle due vittime di essere adeguatamente informate

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Nonostante la ripresa immediata delle ricerche di Christian Gualdi di 48 anni e Luca Perazzini di 42, gli alpinisti dispersi da domenica 22 dicembre sul Gran Sasso, dopo esser scivolati in un canalone mentre scendevano dalla vetta, oggi è giunta la notizia che tutti temevano. I soccorritori hanno individuato due corpi senza vita e ora stanno operando squadre del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza con il supporto
aereo di un’eliambulanza della Regione Abruzzo con a bordo dei tecnici del Soccorso Alpino e di un elicottero dei Vigili del Fuoco per il recupero delle due salme.

Secondo quanto si apprende, i corpi dei due alpinisti sono stati trovati a poca distanza l’uno dall’altro. “Dopo la localizzazione del primo escursionista e il grande aiuto della segnalazione fatta dal cane dell’unità cinofila, abbiamo trovato anche l’altro che era  comunque non lontano dal primo“, ha infatti dichiarato Paolo Passalacqua, comandante della stazione del soccorso alpino delle Fiamme  gialle dell’Aquila, sottolineando l’impegno costante delle 50 persone che hanno permesso di individuare il primo corpo.

Manovra, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Abbiamo solo il rammarico di aver trovato purtroppo due persone che non sono più in vita“, ha continuato il comandante, evidenziando come non sia però presente alcun tipo di rimprovero o ripensamento su come sono stati gestiti i soccorsi, in quanto già la scorsa domenica i soccorritori hanno provato a sfidare le intemperie pur di riuscire a raggiungerli. Sul caso si è espressa anche il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha voluto stringersi “alle famiglie in questo momento di dolore” e ringraziare quanti hanno concorso alle ricerche, in condizioni proibitive“.

Gli ultimi soccorsi in condizioni meteo avverse

I soccorsi si sono presentati sin da subito difficili, nonostante le squadre del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza siano riuscite a raggiungere nuovamente Fonte Cerreto, la base della partenza della funivia per Campo Imperatore.

Purtroppo, il rischio valanghe si presentava marcato, con rischio 3 su una scala di 5, motivo per cui sono stati esclusi eventuali tentativi di soccorso via terra in quanto non risultava possibile operare in sicurezza con sci o ramponi ai piedi. Le condizioni meteo sono state a lungo sfavorevoli, rallentando quindi i soccorritori impegnati nel recupero.

Il maltempo

A 2.115 metri di quota, gli 11 soccorritori del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e i tre operatori del Centro Turistico del Gran Sasso (CTGS) erano stati ospitati presso l’Ostello di Campo Imperatore a causa del maltempo, che aveva interrotto le ricerche dei due alpinisti.

La responsabile dell’Ostello, Giusy Scimia, ha rassicurato che sono disponibili cibo, acqua calda e servizi per almeno dieci giorni, e tutto è sotto controllo. Anche se la funivia è stata riparata, il vento forte impedisce la discesa. Intanto, i soccorritori hanno passato il Natale all’Ostello, lontani dalle famiglie, pronti a riprendere le ricerche appena possibile.

Gran Sasso, cosa è successo ai due alpinisti?

Dal 22 dicembre scorso, due alpinisti della provincia di Rimini sono rimasti bloccati in un canalone a quota 2.700 metri. Però, in queste ore, le operazioni di soccorso sono state nuovamente sospese a causa delle proibitive condizioni meteorologiche. Squadre del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza sono ferme al piazzale di Fonte Cerreto, località di partenza della funivia per il massiccio montuoso, in attesa di un miglioramento del meteo che permetta di operare in sicurezza.

I due escursionisti avevano lanciato l’allarme nel pomeriggio, dopo essere scivolati nella Valle dell’Inferno mentre scendevano dalla Direttissima del Corno Grande. Subito erano iniziate le ricerche, ma, dopo un primo contatto telefonico, le comunicazioni si sono interrotte. I soccorritori sono riusciti a raggiungere il rifugio Duca degli Abruzzi (a 2.400 metri), però le condizioni metereologiche avverse li hanno costretti a smettere.

Lo scorso mese di maggio aveva avuto luogo una gita non finita bene per tre romani, salvati poi nella notte. Ora, con il gelo, le cose sono ben più complicate, specialmente la sera, momento della giornata in cui le temperature possono scendere fino ai -20°C. Tornando agli esploratori dell’Emilia-Romagna, stamattina già un tentativo non ha avuto successo. Sempre a causa del maltempo e del forte vento (che ha raggiunto i 100 km/h), l’elicottero non è potuto intervenire.

Intanto, i familiari dei dispersi, i quali hanno passato la serata nell’addiaccio, sono arrivati a Fonte Cerreto. Qui sono stati messi a disposizione esperti per il supporto psicologico. Contemporaneamente, all’Aquila è in corso un vertice della prefettura per valutare le prossime mosse.

Quasi alle porte della Vigilia di Natale, si spera che i parenti si possano ricongiungere e donarsi un caldo abbraccio, dato che le intemperie staranno facendo soffrire, emotivamente e fisicamente, gli scomparsi.

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