Giallo a Roma: uccise tre prostitute. C’è la mano di un serial killer?

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Gli omicidi, avvenuti nel quartiere Prati, hanno tutti lo stesso modus operandi e vittime. Nessuna pista esclusa, ma sulla Capitale si abbatte la paura di un assassino seriale

Tre donne uccise a coltellate: tutte prostitute, tutte residenti nello stesso quartiere. È giallo a Roma e l’assassino è ancora sconosciuto. Si indaga a partire dal fatto che i delitti sembrano tutti seguire lo stesso modus operandi: nessuna pista è al momento esclusa, ma si teme che possa essere l’azione di un serial killer. 

Il primo omicidio è avvenuto in un appartamento all’interno di un condominio a via Riboty, davanti al piazzale del Tribunale Clodio. Le vittime sono due donne di nazionalità cinese – una avrebbe circa 25 anni, mentre l’altra sui 45 – ma sprovviste di documenti. 

L’atto brutale è stato compiuto fra le 10.30 e le 11 della mattina: un arco temporale definito dal portiere del palazzo che ha ritrovato il corpo di una delle due vittime sul pianerottolo di casa. All’interno dell’appartamento la seconda donna, brutalmente uccisa con ferite simili a quelle della coinquilina. 

Il killer si sarebbe quindi spostato a via Durazzo, a 550 metri di distanza da via Riboty, in un seminterrato vicino agli studi televisivi di La7, dove avrebbe poi operato il terzo omicidio: la vittima è una donna di origini colombiane, di 65 anni, anch’essa prostituta. Anche in questo caso lo stessa modalità di esecuzione, per poi scappare via senza essere visto. 

Triplice omicidio a Roma: le indagini

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Mobile e la Scientifica, che hanno subito avviato le indagini per ricostruire i delitti e arrivare il prima possibile al nome o identikit dell’assassino. Per la somiglianza della modalità, ma anche delle vittime scelte, gli inquirenti iniziano a considerare l’ipotesi dell’azione di un serial killer: un omicida che segue schemi simili nel compiere i propri delitti. 

Saranno visionate presto le telecamere della zona per individuare una possibile figura di riferimento. Al vaglio delle indagini anche i cellulari e i tabulati telefonici delle tre vittime: dal controllo incrociato dei tre dispositivi potrebbe uscire fuori un nome comune, che aprirebbe una pista. 

Le autorità si concentrano anche su una chat di un sito di incontri per adulti a cui era iscritta la 65enne. Inoltre, nella possibilità di ritrovare anche la sconosciuta arma del delitto, le ricerche si concentrano anche sui cassonetti della zona, rovesciati e rovistati. 

Gli investigatori, coordinati dalla procura di Roma, sono intenti a ricostruire i contatti avuti con i clienti nelle ultime ore, mettendo in fila una serie di tasselli, fatti di chat e comunicazioni nella speranza di trovare un filo rosso che unisce l’appartamento di via Riboty e il seminterrato di via Durazzo. Non è escluso che possano essere anche più persone ad aver operato i delitti

Triplice omicidio a Roma: le testimonianze

Nessuno si è accorto di nulla, nessuno ha udito grida o richieste di aiuto da parte delle vittime. Eppure quartiere Prati, immerso fra palazzi umbertini, negozi eleganti e uffici legali, è sempre pieno di vita. 

Gli abitanti sono sconvolti e terrorizzati dall’idea che un killer possa aver preso di mira le loro strade. “Io non capisco chi possa avere fatto una cosa di questo tipo. Veramente una roba da pazzi. Se ho sentito grida? No, nulla”, commenta un residente di via Durazzo. 

Preoccupate anche due studentesse universitarie fuori sede il cui alloggio si trova lì vicino. Le ragazze affermano: “Siamo tornate adesso, è uno choc sapere che cosa è avvenuto vicino casa nostra. Le auto della polizia, i nastri che bloccano l’accesso al palazzo, siamo sconvolte. Sembra una scena che vedi solo nei film”.

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