Il prossimo 9 aprile si terrà l’udienza per il conferimento dell’incarico e i quesiti per il maxi incidente probatorio, con analisi genetiche a tutto campo, nelle nuove indagini su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Lo ha deciso la gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, che ha quindi accolto la richiesta dei pubblici ministeri dell’udienza per accertare diversi nuovi elementi che potrebbero essere emersi nel caso.
Si tratta dell’evoluzione della riapertura delle indagini su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, nuovamente indiziato nell’omicidio della 26enne. Lo scorso 11 marzo, le indagini sul delitto di Garlasco sono riprese, dopo ben 18 anni dall’omicidio. Al centro del caso, c’è la figura di Sempio, già indagato nel 2016 e nel 2017, ed ora di nuovo sospettato a causa della sollecitazione da parte dei legali di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio, che hanno chiesto nuove analisi sul Dna trovato sotto le unghie della vittima per comprendere se questo possa essere compatibile con quello di Sempio.
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L’incidente probatorio è una procedura che ha la funzione di anticipare l’acquisizione e la formazione di una prova durante le indagini preliminari, ovvero prima dell’inizio del processo. Nel caso di Garlasco, quindi, davanti al gip saranno presenti sia l’accusa che la difesa, oltre alle parti civili, ovvero i genitori e il fratello di Chiara, che potranno nominare i loro consulenti.
Il gip Daniela Garlaschelli ha incaricato il genetista forense Emiliano Giardina di occuparsi delle analisi genetiche. Si tratta dello stesso consulente che ha lavorato al caso di Yara Gambirasio per la Procura di Bergamo e a quello di Pierina Paganelli a Rimini. Da quanto si apprende, sembra che le analisi genetiche saranno effettuate non solo sul Dna di Sempio, ma anche su quello di Alberto Stasi e di tutti i componenti maschili della famiglia di Chiara Poggi e di coloro che visitavano la casa in cui viveva.
Nell’ordinanza della giudice sono stati individuati cinque punti su cui si svolgerà il maxi incidente probatorio. Innanzitutto, si procederà con l’analisi dei profili genetici estrapolati dai “margini ungueali” di Chiara Poggi, così come riportati nei risultati del genetista Francesco De Stefano, che firmò la perizia nel processo d’appello bis, ovvero quella che vide la condanna di Stasi. Il perito nominato dal gip dovrà quindi decidere se questo Dna sia utilizzabile per un confronto alla luce delle evoluzioni tecniche e scientifiche.
In terzo luogo, il maxi incidente probatorio proseguirà con l’estrazione del Dna dai “para-adesivi” delle impronte e da tutti quelli recuperati dalle nuove indagini partite in questi giorni. Sarà inoltre estratto il Dna dai campioni biologici e dai reperti che non sono mai stati sottoposti ad analisi oppure che hanno dato esito “dubbio” o “inconcludente“. Infine, si procederà alla comparazione tra i Dna estrapolati in queste varie analisi per valutare la possibile “corrispondenza” con uno dei Dna degli uomini sopra citati.
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