Un uomo di 44 anni, residente a Carini in provincia di Palermo, sarebbe stato accoltellato da suo figlio, un ragazzo di soli 20 anni. Al momento, questa sarebbe la ricostruzione di quanto è accaduto questa notte in via Vespucci, all’interno di un’abitazione in cui i due uomini vivevano con quella che è rispettivamente moglie di uno e madre dell’altro.
Proprio la difesa di quest’ultima sembrerebbe essere stato il motivo per cui il 20enne avrebbe deciso di afferrare un coltello e colpire il padre. Al momento, comunque, non vi sono certezze su quanto sia realmente accaduto e sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Carini, coordinati dalla Procura. L’allarme è scattato in piena notte, quando il numero unico di emergenza ha ricevuto una telefonata in relazione ad un accoltellamento in casa.
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All’arrivo dei soccorritori, oltre ai soccorsi nei confronti del 44enne si è reso necessario anche il trasporto del 20enne in ospedale, in quanto trovato in un forte stato di agitazione. La vittima ha ricevuto due coltellate alle scapole, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sembrerebbe, secondo una prima ricostruzione, che nell’abitazione fossero frequenti le liti tra i due coniugi. Ieri notte, dunque, durante una di queste, il 20enne potrebbe aver deciso di intervenire a difesa della madre, scagliandosi contro suo padre. L’esatta dinamica di quanto accaduto, sarà però ricostruita da gli investigatori.
Palermo dopo Trento: due casi simili a poche ore di distanza
Quanto successo nella notte sembrerebbe richiamare il caso venuto alla luce ieri, che vedrebbe un 19enne accusato di aver accoltellato a morte il proprio padre, in quanto desideroso di difendere sua madre dall’ennesimo maltrattamento. Questa, almeno, sarebbe la versione data dal giovanissimo agli inquirenti intervenuti nell’appartamento. Anche in questo caso, il giovane non è fuggito ma ha deciso di attendere le forze dell’ordine, che lo hanno arrestato.
Dal racconto della madre e dei famigliari, sembrerebbe confermato che la vittima fosse solita maltrattare sua moglie. A seguito di diverse ore di trattenimento in questura, il 19enne sarebbe stato rilasciato ed ora si troverebbe a casa di alcuni parenti con la madre e il fratello. “Abbiamo fatto una cosa giusta sotto il profilo processuale. La detenzione, vista la situazione di questo ragazzo, sarebbe stata dannosa anche sotto il profilo personale“, ha dichiarato all’Ansa il procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi.
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