I dazi di Trump fanno crollare i mercati internazionali

Si fa sentire l'introduzione dei dazi sui mercati internazionali. Malissimo gli indici di Asia, Europa e Stati Uniti. Ma il Governo Trump esprime ottimismo per l'economia americana. Preoccupato invece il Fmi per le conseguenze a livello globale

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L’introduzione dei dazi “reciproci” imposti da Trump ha terrorizzato i mercati di tutto il mondo, compresi quelli statunitensi. Ieri a Wall Street si è registrata una perdita epocale che non si vedeva dal 2020 in piena pandemia Covid.

L’ottimismo di Vance per la politica dei dazi

Il Vicepresidente degli USA JD Vance minimizza i risultati di ieri e si proclama ottimista per il futuro del Paese. L’annuncio dei dazi di Trump – secondo Vance – avrebbe potuto avere anche un impatto peggiore di quello che si è effettivamente verificato.

Il giorno nero di Wall Street rientrerebbe tra gli effetti negativi nel breve termine che, secondo il Vicepresidente, gli americani pagheranno nel più prossimo futuro prima di assistere al boom dell’economia statunitense.

Ci vorrà, quindi, del tempo prima di vedere i primi successi della politica intrapresa dal nuovo governo, ma i dazi – assicurano Trump e il suo vice – si dimostreranno una svolta per l’economia dal momento che porteranno 7 trilioni di dollari in investimenti sul mercato americano.

Calano a picco gli indici asiatici ed europei

Sulla piazza asiatica, di cui non risulta l’impatto sui listini cinesi chiusi per festività, a Tokyo il Nikkei chiude male a -2,8%, influenzata dai risultati di ieri di Wall Street, con il Dow Jones a -3,98%, l’S&P 500 a -4,84% mentre il Nasdaq a -5,97%.

Le Borse europee si aprono con una nuova seduta in calo, in scia con l’Asia e Wall Street. I dazi del 20% annunciati da Trump per l’Europa hanno provocato per il secondo giorno delle perdite pesanti.

Piazza Affari è una delle peggiori nell’ultima seduta della settimana e apre con un -1,27% e continua a sprofondare minuto dopo minuto, raggiungendo attualmente il -7,06%. Sono le banche a pesare in modo particolare sull’indice: Unipol -13,63%, Bper raggiunge il -11,9%, Mps il -11,58%, Banco Bpm il -11,65%, , Unicredit il -11,57% e Intesa Sanpaolo il -9,93%. Francoforte cede lo 0,60%, il Ftse 100 di Londra lo 0,59% e il Cac 40 di Parigi lo 0,77%.

La preoccupazione del Fmi

Il Fondo Monetario Internazionale, per bocca della sua direttrice generale Kristalina Georgieva, si dimostra preoccupato dalle misure introdotte dagli Stati Uniti. In una fase di crescita già lenta – dice Georgieva – l’introduzione dei dazi potrebbe provocare un rischio ulteriore per l’economia globale.

L’appello della direttrice del Fmi è rivolto agli Stati Uniti e ai suoi partner commerciali affinché trovino una soluzione per risolvere le tensioni commerciali e ridurre l’incertezza.

Il day after dei dazi

Mentre si annuncia la “liberazione dell’America“, il primo giorno post applicazione delle tariffe trumpiane ha visto la Borsa di Milano chiudere in profondo rosso, la peggiore tra le borse europee, lasciando per strada il 3,6% di Ftse Mib a quota 37.070 punti, ai minimi da gennaio. Tra i titoli figurava anche il crollo di Tenaris per l’effetto dei dazi sull’acciaio, che arretra del 9,85% a 1,945 euro per azione. E Saipem che cede il 9,02%. Tra i tecnologici Stm scivola a -8,32%. Nell’automotive Stellantis in calo dell’8,06%.

I dazi lanciati dall’amministrazione americana si abbattono così come una tempesta sui mercati, mandando in fumo 2.000 miliardi. Nella prima seduta di ieri, le Borse europee hanno bruciato 422 miliardi in un solo giorno. Un giovedì nero per i titoli tecnologici e bancari, che ha visto spiccare l’oro e l’euro ma scivolare il dollaro.

Le incertezze e i timori scaturiti dalla possibile guerra dei dazi prolungata e di una conseguente recessione globale, scatenata dalle tariffe reciproche volute dal presidente Donald Trump a oltre 180 Paesi e territori, sono state pesantemente percepite dal mercato.

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