La Lega di Matteo Salvini è stanca di attendere l’entrata in vigore del Ddl Sicurezza, in lavorazione da più di un anno e non ancora vicino alla sua attuazione. Il congresso si avvicina e il vicepremier necessita di vittorie da poter mostrare ai suoi fedelissimi, ma soprattutto ai suoi detrattori. Sembrerebbe, dunque, che proprio da questo quadro sia nata la decisione di accelerare il processo riguardante le norme contenute nel disegno di legge, facendole migrare all’interno di un decreto, che ha un massimo di 60 giorni per essere approvato.
La decisione, ovviamente, ha scatenato un terremoto all’interno della politica italiana. Con questo cambio, infatti, il centrodestra manderebbe in fumo tutto il lavoro svolto dal novembre 2023, quando il Ddl fu approvato dal Consiglio dei ministri, fino ad oggi. Le opposizioni si sono ovviamente dette contrarie alla decisione, in quanto questa rischia di indebolire nuovamente il Parlamento italiano e di vietare al centrosinistra di esporre le proprie contrarietà nelle sedi più coerenti.
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Il disegno di legge sulla Sicurezza, uno dei provvedimenti bandiera del Carroccio, continua dunque a far parlare di sé. Stavolta, però, non per i suoi contenuti, criticati dal centrosinistra e, in alcune parti, ritenuti incostituzionali anche dal Presidente della Repubblica, ma proprio per le modalità con cui potrebbe essere approvato. Nonostante le modifiche apportate al testo, per renderlo meno duro e più adatto ai dettami del Colle, le opposizioni hanno minacciato di scendere in piazza, per protestare contro l’approvazione di un decreto che ancora non avrebbe concluso il suo iter di analisi e valutazione.
Ddl Sicurezza, cosa sta succedendo
La decisione di modificare il ddl Sicurezza in un decreto ha avuto ovviamente delle conseguenze sul suo contenuto. Il Presidente della Repubblica avrebbe infatti individuato dei profili di incostituzionalità all’interno del ddl, in particolare nelle parti riguardanti il divieto per gli immigrati irregolari di sim telefoniche, la detenzione in carcere di madri con figlio di età inferiore a un anno e sui divieti riguardanti i manifestanti e la resistenza dei carcerati.
Per evitare che l’iter del provvedimento venga bloccato, quindi, il testo del decreto è stato ripulito da queste parti, non senza un certo fastidio da parte di qualcuno. Sono infatti divenute un caso le parole del leghista Andrea Crippa che ieri ha sostenuto: “Io credo che debba essere la politica a fare le leggi, poi se dal Colle più alto ci rimandano indietro i testi ne prendiamo atto. Noi però eravamo più d’accordo con il testo originale, non con il testo edulcorato da Mattarella“.
Immediata la smentita del partito, che ha evidenziando come il decreto legge “è il provvedimento atteso, che serve all’Italia e soddisfa pienamente la Lega“. Chi però non è affatto soddisfatto sono i partiti di opposizione, che ritengono la scelta del centrodestra un tentativo di sminuire ancora il ruolo del Parlamento. Il provvedimento, infatti, era all’analisi del Senato, ma ora questa sarà interrotta per permettere oggi l’approvazione del decreto.
“La nostra reazione sarà durissima“, ha spiegato il democratico Francesco Boccia, sottolineando come siano andati in fumo un anno e mezzo di lavori tra Camera e Senato su un provvedimento su cui i dubbi del centrosinistra erano molteplici. Sulla questione si è poi espresso anche Angelo Bonelli di Avs, che ha definito la trasformazione del ddl Sicurezza in un decreto un vero e proprio “golpe” o “un segnale di una svolta autoritaria“. Durissimo anche Riccardo Magi di +Europa, che ha sostenuto: “Meloni prova a infilare un altro chiodo sulla bara del Parlamento“.
Le opposizioni, per protestare contro la presa di posizione del centrodestra, hanno quindi deciso di riversarsi in piazza del Pantheon a Roma in contemporanea con l’approvazione del decreto. Saranno presenti esponenti del Pd, del M5S, di Avs e la Cgil, che collaboreranno con la Rete nazionale no al ddl Sicurezza.
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