Medio Oriente, Hamas respinge l’ultima proposta di Israele per la tregua

Israele, sostiene l'organizzazione, sta facendo di tutto per contrastare le proposte dei mediatori di Egitto e Qatar. Raid dell'Idf su Gaza e sulla Siria, continua il massacro dei civili

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Hamas ha dichiarato di non aver accettato l’ultima proposta presentata da Israele per la tregua a Gaza. Ad annunciarlo all’Afp sono due membri dell’organizzazione al potere nella Striscia: “Hamas ha deciso di non dare seguito all’ultima proposta israeliana presentata dai mediatori“, ha detto uno di loro.

Con le sue proposte, sostiene il gruppo armato, Israele starebbe ostacolando “una proposta di Egitto e Qatar e di cercare di far deragliare qualsiasi accordo“. Per questo motivo Hamas si è rivolto alla comunità internazionale per fare pressione su Israele affinché accetti le proposte dei Paesi mediatori.

L’ultima offerta per le trattative da parte di Israele prevedeva la liberazione di almeno 10 ostaggi ancora in vita, in cambio del ripristino del cessate il fuoco. Dal canto suo il governo della Striscia aveva insistito per il rilascio di 5 ostaggi in cambio dei quali lo Stato ebraico avrebbe dovuto concedere una tregua di 50 giorni, il ritorno a Gaza di alcuni prigionieri palestinesi e il ripristino di aiuti umanitari, che comprendono cibo, cure mediche e beni di prima necessità.

Hamas: “Almeno 55 morti nei raid israeliani di stanotte”

Si contano almeno 55 vittime negli attacchi sferrati da Israele su tutta la Striscia durante la notte. Tra queste una decina di bambini, come sottolineato dalle autorità sanitarie palestinesi, presiedute da Hamas.

I corpi di 14 persone, 9 delle quali facevano parte della stessa famiglia, sono stati portati all’ospedale Nasser dopo il raid che ha colpito Khan Younis, nel sud della Striscia. Dei quattordici, cinque sono bambini e quattro sono donne. Sempre nei pressi di Khan Younis, 19 persone uccise sono state portate all’ospedale europeo: tra loro cinque bambini di età compresa fra 1 e 7 anni e una donna incinta. Sono giunti invece all’ospedale di Ahli, a Gaza City, 21 salme, fra cui ci sono quelle di 7 bambini.

Israele bombarda anche il sud della Siria

Gli attacchi israeliani sono stati diretti anche verso la Siria, come riportato dai funzionari del governo locale: colpita la provincia di Deraa, nella parte meridionale del Paese. Ieri veniva colpito invece un centro di ricerca militare nei dintorni della città di Hama e nel governatorato di Homs. Durante gli attacchi sono state uccise 9 persone, tutti civili.

L’Idf ha dichiarato di aver “colpito nelle ultime ore le capacità militari rimaste nelle basi siriane di Hama e T4, insieme ad altri siti infrastrutturali militari rimanenti nell’area di Damasco“, sostenendo nello stesso comunicato che queste operazioni sono da collocare nel progetto di “rimuovere qualsiasi minaccia ai cittadini dello Stato d’Israele“. In particolare, la presenza di armi nella Siria meridionale, ha affermato un portavoce militare, rappresenterebbe “una minaccia per lo Stato di Israele“.

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