Il mondo della scuola, nella giornata di domani venerdì 4 aprile, si appresta a vivere una giornata di grande agitazione. Infatti, secondo quanto si apprende dal sito del ministero dell’Istruzione, è previsto “uno sciopero dell’intera giornata di tutto il personale del comparto scuola docente”. Secondo quanto riferito, a proclamare la protesta è il sindacato dell’Usb.
Scuola, i motivi dello sciopero
Secondo quanto emerso dal comunicato dell’Usb, la mobilitazione è stata lanciata per protestare nei confronti di “un rinnovo contrattuale che determinerebbe un impoverimento di docenti e personale Ata”. Secondo quanto si legge, lo sciopero andrebbe anche contro episodi come “la chiamata diretta degli insegnanti di sostegno da parte delle famiglie” o decisioni come “le reazionarie linee guida per il primo ciclo, classiste e razziste”.
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Nel mirino del sindacato ci sono anche “gli investimenti in armamenti che impediscono lo sviluppo di scuola ed istruzione”, ma anche il “mercimonio di titoli abilitanti per l’assunzione dei precari in I fascia delle gps”. Sempre nella giornata di domani, a partire dalle 9 di mattina, sono stati indetti dei presidi sotto sia al ministero dell’Università e della ricerca che al ministero dell’Istruzione e del merito.
La mobilitazione è portata avanti anche dagli studenti
Sempre domani venerdì 4 aprile, è prevista un’ingente mobilitazione degli studenti con i collettivi Osa e Cambiare Rotta che hanno giustificato la presa di posizione lanciando “un allarme rosso contro la scuola di Valditara e l’Unione Europea”.
Secondo quanto spiegato dagli attivisti, la protesta è nei confronti del ministro Giuseppe Valditara che “con le sue riforme non sta facendo altro che peggiorare la situazione gravosa in cui la scuola pubblica si trova da anni”. Nel mirino ci sarebbe anche il servizio dell’alternanza scuola-lavoro, ma anche una crescente “repressione per via dei presidi manager”, passando per le “condizioni pessime di edilizia in cui versano gli edifici scolastici”.
Ad aderire alla protesta ci sono anche i collettivi studenteschi delle scuole del Visconti, Enzo Rossi e Plauto. Secondo quanto emerso, è prevista la partecipazione del mondo dei ricercatori, mentre l’agitazione non dovrebbe riguardare il comparto degli asili nido. La protesta andrebbe nel solco dell’occupazione dell’Aula magna nella facoltà di lettere, avvenuta il 20 marzo, dell’Università La Sapienza.
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