“Non abbiate paura. Aprite, spalancate le porte a Cristo”. Era il 1978 quando fu eletto Papa, Karol Wojtyla, l’uomo “chiamato da un paese lontano” come lui stesso dichiarò presentandosi al balcone di San Pietro subito dopo la sua elezione e chiedendo al mondo di ritrovare il coraggio di essere cristiani. Giovanni Paolo II aveva conosciuto il nazismo e da più di 30 anni viveva sotto il comunismo. Un giovane cardinale che aveva dimostrato di saper lottare a testa alta, con successo, contro il regime d’Oltrecortina. Un regime che in Occidente veniva ritenuto ormai irreversibile ma che l’arcivescovo di Cracovia aveva combattuto apertamente.
Il 2 aprile 2005, Wojtyla si spense e alle 21.37 il mondo ne era cosciente con la Santa Sede che comunicava: “Il Papa è morto“. A distanza di vent’anni il suo messaggio resta più attuale che mai. Ma quello di allora era un mondo ancora diviso in due blocchi politico-militari contrapposti, nel quale Giovanni Paolo II ha donato la consapevolezza che si poteva cambiare il mondo reagendo pacificamente.
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E’ stato il primo Pontefice ad aver chiesto perdono per la complicità dei cristiani nell’antisemitismo, tra le pietre millenarie del Muro del Pianto come un semplice ebreo. Il primo Papa ad aver varcato la soglia di una sinagoga dal tempo degli apostoli a Roma nel 1986. Il primo ad essere entrato in una moschea, a Damasco nel 2001 nonché il primo ad essere entrato in una chiesa luterana nel 1987.
E’ stato il Pontefice che andava in vacanza in Cadore e sciava, che fece costruire una piscina a Castelgandolfo. Ha compiuto 30 volte il giro del mondo, ha portato a 175 il numero degli Stati con cui il Vaticano intratteneva relazioni diplomatiche e fra gli accordi bilaterali stipulati figurano durante il suo regno quelli con gli Stati Uniti, Albania, Israele e Autorità nazionale palestinese.
Wojtyla ha saputo riavviare il rapporto con i giovani quando la Chiesa occidentale era ancora traumatizzata dalle contestazioni studentesche. Ex seminarista operaio, si è battuto per il diritto al lavoro. Un uomo di profonda spiritualità che ha saputo imprimere un’accelerazione irreversibile al riavvicinamento con gli altri cristiani e al dialogo interreligioso.
Il suo pontificato è stato segnato da un misterioso avvenimento. Il 13 maggio del 1981, nel giorno della Madonna di Fatima, ci fu un tentativo di omicidio in piazza San Pietro, con Mahmet Ali, killer professionista turco, che sparò al Pontefice due colpi di pistola ferendolo gravemente. Si salvò per opera della “Provvidenza Divina che guida i popoli“.
Giovanni Paolo II ha beatificato 1338 persone e canonizzato 482 mentre i predecessori nell’arco dei 4 secoli avevano proclamato soltanto 300 santi. Ha rinnovato la tradizione dei viaggi apostolici all’estero, nel corso del suo lungo pontificato ha compiuto ben 104 viaggi pastorali in tutto il mondo. Nel momento della sua elezione Wojtyla ha interrotto la lunga serie dei pontefici italiani. Erano infatti passati ben 455 anni dal precedente pontefice straniero, Adriano IV nel 1522.
Giovanni Paolo II è stato contestato dai non credenti, incompreso da gran parte dell’intellighenzia mondiale, ostacolato dai laicisti. Ma è stato accompagnato anche da un sostegno crescente dell’opinione pubblica che lo ha visto invecchiare, e accettare la malattia, le cadute, la fatica quotidiana degli impegni pubblici, le operazioni chirurgiche che lo hanno tormentato dal 1992 senza per questo ridurre lo spirito missionario.
Il Concilio Vaticano II si rivelò una fondamentale esperienza di maturazione teologica e pastorale per il giovane arcivescovo ausiliare di Cracovia. Wojtyla divene un punto di riferimento per chi appoggiava l’apertura del cattolicesimo al mondo moderno e collaborò alla stesura della enciclica “Gaudium et spes“. convinto che la divisione del mondo in due sfere di influenza politico-militare ed i rischi di una guerra nucleare, non fosse definitiva. Sempre in stretta collaborazione con il primate polacco, cardinal Stephan Wyszynski, nel fronteggiare il regime comunista che cercava in ogni modo di dividerli.
Il primo maggio 2011 ha avuto luogo la cerimonia presieduta da Benedetto XVI di Beatificazione di Giovanni Paolo II dopo due miracoli accertati: la guarigione di suor Marie Simon-Pierre Normand dal Parkinson e la guarigione di Floribhet Mora, donna del Costa Rica colpita da una grave lesione cerebrale.
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