Ercolano, esplosione nella fabbrica di fuochi d’artificio: due arresti dopo la morte dei tre operai

Il 18 novembre 2024, nella deflagrazione della fabbrica abusiva persero la vita tre giovani che erano stati assunti da poco: due sorelle gemelle di 26 anni e un ragazzo di 18 anni

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Un’enorme colonna di fumo, visibile a grande distanza, che si levava in via Patacca 94, zona isolata al confine tra Ercolano e Giorgio a Cremano, in Campania, dove è esplosa il 18 novembre 2024, una fabbrica di fuochi d’artificio. La deflagrazione è costata la vita a un ragazzo di 18 anni appena divenuto padre, e a due sorelle gemelle di 26 anni. Le tre vittime erano da poco state assunte in quella fabbrica risultata essere abusiva realizzata in una casa ed intestata a una tredicenne.

I carabinieri della Tenenza di Ercolano stanno oggi eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a Napoli e a San Giuseppe Vesuviano su delega della Procura della Repubblica di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sull’esplosione della fabbrica. Le indagini hanno infatti condotto il giudice per le indagini preliminari di Napoli a disporre le misure nei confronti di due persone. Gli indagati dovranno ora rispondere di diversi reati a loro carico. Mentre, detenuto in carcere è già Pasquale Punzo, proprietario della palazzina saltata in aria.

Ercolano, l’esplosione

Le ricostruzioni della grave deflagrazione che ha portato alla morte di tre giovani vittime, vedeva che l’esplosione avesse interessato un capannone, dove probabilmente erano stipati una ingente quantità di fuochi d’artificio. Infatti, sarebbe stata proprio la polvere da sparo necessaria a fabbricare il materiale pirotecnico a ingigantire l’esplosione. Sul luogo erano prontamente intervenute diverse volanti dei carabinieri, con ambulanze e vigili del fuoco.

Il 18 novembre dopo ore di ricerca, è stato completato il recupero dei resti dei corpi di Sara e Aurora Esposito, le due sorelle rimaste vittima nell’esplosione mentre la salma di Samuel Tafciu era già stata portata al II Policlinico partenopeo per essere sottoposta all’esame autoptico. negli istanti successivi erano partiti i sopralluoghi degli investigatori accompagnati da vigili del fuoco e l’area era stata posta sotto sequestro per effettuare tutti i rilievi necessari. Due abitazioni accanto a quella ormai ridotta a un cumulo di macerie erano state sgomberate da 10 persone che vi abitano per una verifica di staticità.

Ercolano, le denunce emesse

Omicidio colposo plurimo aggravato, disastro colposo e detenzione illecita materiale esplodente. Sono queste le denunce emesse nei confronti di Pasquale Punzo, l’uomo di 38 anni, reale proprietario del fabbricato di via Patacca. Già detenuto in carcere, l’imputato ha intestato la proprietà della palazzina sventrata dall’esplosione alla figlia 13enne e si era presentato con il suo avvocato in caserma dai carabinieri, cui la procura di Napoli, titolare del fascicolo aperto dal pm Vincenzo Toscano, ha delegato le indagini.

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